Ora c’è anche l’ufficialità. Franco Baresi sarà iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, il più alto riconoscimento postumo concesso dalla città alle personalità che, con la propria vita e il proprio operato, hanno contribuito a darle lustro.
La decisione era nell’aria da tempo e, già nelle ore successive alla scomparsa dell’ex capitano del Milan, si era iniziato a parlare della possibilità di inserirne il nome tra quelli delle figure più illustri legate alla storia di Milano. Ieri è arrivato il via libera della Commissione consultiva del Comune di Milano, che ha approvato l’iscrizione di Baresi insieme a quella di altre tredici personalità.
Per il mondo rossonero si tratta di un riconoscimento dal valore particolare. Baresi ha legato indissolubilmente il proprio nome alla storia del Milan, diventandone capitano e simbolo dentro e fuori dal campo. Una carriera interamente consacrata ai colori rossoneri, prima di assumere anche il ruolo di vicepresidente onorario del club.
Baresi accanto a Vanoni e don Mazzi
Il suo nome sarà dunque accanto a quello di altre personalità che hanno lasciato un segno significativo nella storia della città. Tra i nuovi iscritti figurano anche la cantante Ornella Vanoni e il sacerdote don Antonio Mazzi.
Completano l’elenco Rosellina Archinto, editrice; Giovanni Barbareschi, partigiano; Gianni Cervetti, politico; Giancarlo Consonni, artista; Giovanni Gastel, fotografo; Carlo Ulrico Hoepli, editore; Laura Hoesch, avvocato; Gioia Marchi Falck, filantropa; Luisa Muraro, filosofa e pedagogista; Bruno Pizzul, giornalista; e Vera Vigevani Jarach, attivista.
La cerimonia ufficiale di iscrizione al Famedio si terrà il prossimo 2 novembre. Sarà l’occasione per rendere omaggio, anche a nome della città, a quattordici figure che hanno rappresentato Milano attraverso percorsi professionali, culturali e umani differenti.
Tra loro ci sarà anche Franco Baresi. Per il popolo rossonero, però, il significato va oltre il semplice riconoscimento istituzionale: il Capitano entra così anche simbolicamente nella memoria della città che lo ha visto diventare una delle più grandi bandiere della storia del calcio milanese.
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