La partita contro il Benfica ha dato mostra ad altri nuovi volti dal primo minuto per il Milan di Amorim come Terracciano.
L’ex giocatore dell’Hellas Verona, girato in prestito nella scorsa stagione alla Cremonese è partita per la prima volta da titolare, sotto la nuova guida tecnica. Inserito al posto dell’inamovibile Gila, subentrato nel secondo tempo al posto di Terracciano.
Una scelta per alcuni controproducente, perché non dai continuità alla prestazione vista contro la Lazio, cambiando svariati interpreti. Dallo stesso Gila a Moreira, anch’esso entrato nel secondo tempo a discapito di un Bartesaghi poco incisivo da calcio d’angolo e palla al piede.
Stesso discorso si potrebbe fare per Hutchinson, timido nella marcatura su El Karouani a differenza di un Pulisic entrato più attivo nei movimenti senza palla e nella ricerca dello specchio della porta con due tentativi parati egregiamente da Trubin.
La ricerca dell’undici titolare ideale sta diventando un’arma presa con la benda sugli occhi, non sai mai se hai fatto la scelta giusta, finché non l’hai fatta. Le uniche certezze di questo Milan, secondo i minuti giocati fino ad ora, sono De Winter e Pavlovic (450′ giocati a testa) seguiti da Gonçalo Ramos con 445′, Musah con 405′, Chukwueze con 389′ e Mario Gila con 386′.
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Situazione alquanto criticata, che da poca continuità a livello delle prestazioni, rendendo più complesso la nascita dei meccanismi, cardini per rendere una squadra più organizzata.
A parlare della mancata continuità nella scelta dell’undici titolare arriva da Carlo Pellegatti sul suo canale YouTube:
“Perché certe dichiarazioni di Amorim ci hanno preoccupato? Qualche giorno fa diceva di essere molto contento della rosa. Oggi sostiene di non avere molti giocatori adatti al suo tipo di gioco”.
“Questo preoccupa, perché se il primo ad avere dubbi è l’allenatore, il segnale è già di per sé negativo. Come è il rapporto tra Amorim e i giocatori?”
“Questa è un’altra domanda fondamentale, siamo alla vigilia della partita con il Lecce e subito dopo ci sarà la sosta per le nazionali. Ci troviamo di fronte a un ciclo di dieci partite tra il 10 ottobre e l’11 novembre circa.
“Si giocherà continuamente, ogni tre giorni, senza contare i successivi impegni di Coppa Italia. Se riscontriamo già questi problemi a fronte di un’unica gara infrasettimanale, per quanto importante come l’Europa League, con l’andamento che sta tenendo Ruben Amorim dobbiamo preoccuparci seriamente”.
“Perché se lui è in confusione, dobbiamo preoccuparci. Lui deve dimostrare con i fatti ciò che vale, non limitarsi a chiedere pazienza. La pazienza gliela diamo se se la merita, e se la merita soprattutto attraverso le scelte che fa mettendo in campo i giocatori”.
“Non può fare un minestrone o una macedonia di giocatori; essendo un allenatore nuovo con schemi nuovi, deve prima di tutto trovare una base e soltanto in un secondo momento inserire gli altri”.
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