PRIMA PAGINA

“Una squadra che non crede in quello che fa” L’analisi sul Milan di Amorim!

La prima sconfitta stagionale contro il Benfica ha innescato i primi dubbi e perplessità di questo nuovo Milan “amoriniano”.

Benfica decisamente più in forma, sia a livello fisico, avendo giocato già 12 partite, iniziando la propria stagione il 30 luglio ai preliminari di Europa League contro il club svizzero FC St. Gallen. In paragone il Milan ha giocato solamente 5 partite, con la notevole differenza che i rossoneri hanno iniziato un nuovo percorso a differenza dei portoghesi.

Amorim sta trovando nelle ultime uscite svariate soluzioni per trovare il suo undici ideale, cosa che non accade ad una squadra con una certa identità come il Benfica. Formazione che già nella scorsa stagione ha fatto bene in campionato, non perdendo mai una partita sotto la guida tecnica dell’ex Inter e attuale allenatore del Real Madrid, Jose Mourinho.

Idee di gioco a parte, quello che sta tentando di portare a tutta la rosa del Milan è una mentalità pro attiva, in paragone a quella di Allegri, che spesso lasciava il pallino del gioco agli avversari.

Massimiliano Allegri stagione 24/25

Un esempio lampante è il mancato accorcio difensivo di Terracciano verso Kamiński, non rompendo mai la linea difensiva a cinque. Rendendo complesso le marcature ad uomo, richiesta reiterata da Amorim ai suoi uomini, facendo si che solo metà della squadra andasse a pressare, dividendo a metà la squadra e permettendo al Benfica di ritagliarsi occasioni in campo aperto.

Leggi anche – Galli: “Non capisco il turnover di Amorim. Ramos? Ha bisogno del supporto della squadra”

A fare un’analisi dettagliata di questa tematica è il giornalista Alessandro Bocci, nota firma de Il Corriere della Sera:

“La prima sconfitta di Amorim è la somma delle tante incertezze mostrate dal suo stralunato Milan in questo inizio di stagione. Approccio sempre moscio, distrazioni difensive, confusione tattica”.

“Il portoghese ci ha messo tanto del suo: formazioni sbagliate, pessima gestione del turnover e scarso feeling con i giocatori più importanti.

“Anche dichiarazioni contraddittorie di chi all’esterno vuole apparire forte e sicuro delle proprie convinzioni e invece si sente ogni giorno più fragile”.

“Alla vigilia di Juve-Milan, la partita che ha scosso le certezze rossonere, aveva promosso il ricco mercato d’estate. Undici giorni dopo azzarda che la squadra non è giusta per lui”.

“Un grande allenatore sa gestire i momenti complicati e soprattutto cucina con quel che trova in dispensa. Ma sono evidenti anche le colpe della società”.

“Il Milan ha molte idee e quasi tutte confuse. Cardinale inizia ogni stagione con un’idea meravigliosa in testa salvo cambiarla in fretta, il giochista Fonseca, il pragmatico Allegri, un altro giochista come Amorim”.

“Speriamo che il destino di questo portoghese sia diverso da quello dei suoi predecessori, ma per ora niente funziona”.

“Il diavolo è senza capo né coda e con un centravanti strapagato, Ramos, che nelle ultime tre partite non ha mai tirato in porta. Una squadra che non crede in quello che fa…”

Lavoro più complesso di quanto si possa pensare. Amorim dunque dovrà ripulire questo Milan dalle scorie ed idee negative che stanno colpendo negativamente questa squadra.

Una di queste è la paura di spezzare la linea difensiva per marcare il proprio uomo, cercando di rendere questa squadra una formazione che vuole rendere il gioco avversario più complesso di quello che in realtà sta risultando nelle ultime uscite.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X