(ANSA) – TRENTO, 3 OTT – “In questo inizio di stagione abbiamo fatto degli errori, che non vanno fatti, e me ne aspettavo pure di più. È calcio e non la Play Station, ci sono state situazioni in cui abbiamo sbagliato, vedi Rowe trattenuto da Kalulu in Juve-Atalanta: in quei casi il Var avrebbe aiutato”. Lo ha detto Daniele Orsato, responsabile della Commissione arbitri nazionale Serie A e Serie B, al Festival dello sport di Trento.
“Mi dà più fastidio la reiterazione dello sbaglio che lo sbaglio in sé. Quando gli arbitri fanno bene è merito loro se invece fanno male è colpa mia: è importante prendersi le proprie responsabilità e questo vale tanto per me quanto per loro. Bisogna conoscere il gioco e il giocatore. Leggere le partite. Sapere che se un determinato giocatore prende il pallone devi correre in anticipo oppure fare un certo movimento. E aiuta anche nella gestione complessiva della gara”, ha detto ancora Orsato.
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Il nuovo protocollo
“Basta con le perdite di tempo. Meno pause, bisogna giocare a calcio e le nuove regole dell’Ifab vanno in questa direzione. L’obiettivo è velocizzare il gioco. Guardiamo il tempo effettivo e diventa tutto più bello e spettacolare. E alleni pure le nostre squadre ad avere una dimensione internazionale – ha proseguito – Per forgiare nuovi arbitri serve soprattutto “dare fiducia” ai più giovani perché “c’è una gara tra di loro a fare bene e vedo il fuoco nei loro occhi. Stiamo trasformando il gruppo in una squadra. Devo insegnare agli arbitri più giovani ad avere coraggio. Se hai esperienza sai applicare il regolamento perché con il tempo ti fai le spalle larghe per poter fischiare un rigore al primo o all’ultimo minuto”.
“Gli arbitri non devono essere i protagonisti dello spettacolo, anzi devono scomparire, come ha fatto benissimo Davide Massa in Roma-Inter. L’arbitro deve fare due cose: correre e fischiare. In una gara si corrono ben oltre i quindici chilometri, l’aspetto atletico va curato al massimo perché con un problema fisico non si può stare in campo. Conoscere il regolamento non basta, bisogna conoscere il calcio: quando a Parigi la palla la prendeva Verratti, per dire, sapevo già che avrei dovuto iniziare a correre. I giocatori non accettano decisioni prese da ottanta metri di distanza”, ha concluso Orsato. (ANSA).
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