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Conferenza stampa di Amorim: “Chivu? Non lo invidio!”. Sullo Scudetto…

Ruben Amorim si prepara al suo primo derby di Milano da allenatore rossonero. Il tecnico del Milan è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Inter, in programma domani, sabato 31 ottobre, alle 20:45 a San Siro e valida per la decima giornata di Serie A.

Diversi i temi affrontati dall’allenatore portoghese: dal momento della squadra alle parole di Gerry Cardinale, passando per il significato speciale della rivalità cittadina e le condizioni dei giocatori recuperati in vista della partita.

Amorim: “Vogliamo vincere ogni partita, ma serve tempo”

Partendo dalle dichiarazioni di Cardinale e dal paragone con il mondo di Top Gun, Amorim ha ribadito la necessità di avere pazienza per costruire un progetto solido, senza però nascondere la delusione per i risultati negativi.

“Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già, e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo, che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita”.

Il tecnico ha poi sottolineato quanto pesino le sconfitte, soprattutto in una piazza come quella rossonera: “Quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po’. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno”.

Amorim ha infine voluto mandare un messaggio chiaro ai tifosi: “Questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo”.

Il primo derby di Milano: “Una rivalità unica”

Per Amorim sarà una prima volta particolare, dopo aver vissuto rivalità importanti anche a Manchester e Lisbona. L’allenatore ha spiegato cosa rende speciale la sfida tra Milan e Inter, soffermandosi soprattutto sul legame tra le due squadre e la città.

“Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c’è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l’impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale”.

Il portoghese ha poi evidenziato le somiglianze tra la cultura calcistica italiana e quella del suo Paese: “Se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c’è grande battaglia, ma lo spirito resta un po’ più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale”.

goncalo ramos

Le condizioni di Gila, Rabiot e Moreira

Amorim ha fatto il punto sulle condizioni dei tre giocatori recuperati in vista del derby. Mario Gila, Adrien Rabiot e Diego Moreira sono tornati ad allenarsi con il gruppo e saranno a disposizione per la sfida contro l’Inter.

Resta però da capire se tutti potranno partire dal primo minuto. “Sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto o quale sarà il piano partita. Certo, ho già un’idea, ma vedremo domani”.

“Non possiamo perdere una partita del genere”

Un altro tema affrontato in conferenza riguarda l’energia della squadra, apparsa in difficoltà nella pesante sconfitta contro il Bologna. Amorim ha riconosciuto i problemi mostrati mercoledì, ma ha sottolineato come il derby rappresenti una sfida completamente diversa, nella quale servirà dare il massimo indipendentemente dalla stanchezza.

“Tutti sanno che è una partita speciale, un momento speciale, e quando arrivi a giocartela non contano il contesto, non conta se sei stanco. Devi scendere in campo e rendere al massimo, e noi ci saremo”.

Il tecnico portoghese è poi tornato sugli errori commessi contro il Bologna, mostrando tutta la sua insoddisfazione: “Non possiamo perdere una partita del genere. Non possiamo permetterci di subire due gol in due minuti. Possiamo fare molto meglio, e ci sono tanti piccoli dettagli di cui ho già discusso con la squadra”.

Amorim ha individuato anche nella mancanza di tempo per allenarsi uno dei problemi che stanno condizionando il lavoro del gruppo: “Da quando siamo rientrati dalle nazionali, tre settimane fa, non c’è mai stato il tempo materiale per allenarsi. Sento che ci sono molte piccole cose che ci stanno sfuggendo semplicemente perché non abbiamo il tempo di affrontarle in allenamento”.

Infine, l’allenatore ha chiarito che la questione non riguarda soltanto la condizione fisica: “Non è solo una questione di energia, anche se l’ho notato, perché con l’energia puoi anche mascherare molte carenze. Ci sono tantissimi aspetti su cui abbiamo bisogno di tempo per lavorare se vogliamo diventare una squadra migliore”.

Amorim sullo Scudetto

Nel corso della conferenza stampa, Ruben Amorim ha risposto anche alle dichiarazioni di Gerry Cardinale sulla possibilità di conquistare lo Scudetto già in questa stagione e sul mercato di gennaio. L’allenatore portoghese ha ribadito che il Milan deve sempre puntare al massimo, pur invitando la squadra a concentrarsi sul lavoro quotidiano e a non perdere di vista le priorità immediate.

“Bisogna sempre parlare di Scudetto come obiettivo principale quando sei al Milan, ma abbiamo già perso dei punti e bisogna sistemare le cose. Dobbiamo solo pensare a migliorare la squadra passo dopo passo. Quello che abbiamo fatto di sbagliato nell’ultima partita va corretto in vista della prossima”.

scudetto, milan
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Amorim ha poi spiegato perché, secondo lui, non sia utile concentrarsi eccessivamente sulla classifica e sugli obiettivi a lungo termine: “Se cominciamo a pensare troppo in là, alla classifica e agli obiettivi a lungo termine, rischiamo di dimenticare ciò che è davvero importante per noi. Vogliamo vincere con continuità, anno dopo anno. Non vogliamo vincere una stagione solo perché abbiamo avuto un pizzico di fortuna o perché abbiamo preso delle scorciatoie nelle fondamenta del progetto, per poi ritrovarci esattamente al punto di partenza l’anno successivo”.

Il tecnico ha quindi sottolineato la necessità di lavorare contemporaneamente sul presente e sulla costruzione del futuro: “Dobbiamo sistemare le cose giorno per giorno, affrontando entrambe le necessità in parallelo. Ma quando sei il Milan, l’obbligo morale è dichiarare che l’obiettivo è vincere”.

Infine, Amorim ha ricordato che il prossimo impegno potrebbe rappresentare un’occasione importante per ridurre il distacco dalla vetta, senza però sbilanciarsi sui tempi necessari per raggiungere il traguardo: “L’obiettivo del club è sempre e comunque vincere la Serie A, e quello resta il nostro traguardo finale. Quanto ci vorrà? Non lo so”.

Amorim punge l’Inter: “Non invidio Chivu, sono già nel posto giusto: al Milan”

Tra i temi affrontati in conferenza stampa anche il confronto con Cristian Chivu e la domanda su cosa possa invidiare al tecnico nerazzurro. La risposta di Ruben Amorim è stata immediata e senza esitazioni: nessuna invidia nei confronti dell’allenatore dell’Inter, perché è convinto di aver scelto il progetto giusto.

“Ho zero invidia di Chivu perché sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all’Inter. Sono fatto così, sono fatto io in questo modo”.

L’allenatore portoghese ha spiegato di aver scelto consapevolmente una squadra in fase di ricostruzione, con l’obiettivo di costruire qualcosa partendo dalle fondamenta e valorizzando anche i giovani, come Cissé.

“È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta. Allo stesso tempo, però, non sono mica ingenuo: so benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo”.

Amorim ha riconosciuto anche le difficoltà che accompagnano una scelta di questo tipo, tra infortuni, rosa e necessità di ottenere risultati. Ma non ha mostrato alcuna intenzione di cambiare strada.

“Ci sono giorni in cui, la mattina, mi viene da pensare che forse avrei potuto avere più esperienza, più calma, una rosa più ampia, meno infortuni. Ma alla fine della giornata sono stato io a scegliere questo lavoro, quindi ne sono strafelice e andrò fino in fondo, dritto per la mia strada”.

Infine, il tecnico ha ribadito la propria convinzione nel progetto rossonero, distinguendo le possibili modifiche tattiche dalla propria idea di calcio: “Se sposo un’idea, non cambio certo idea. Posso cambiare il sistema tattico, d’accordo, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui”.

Amorim analizza l’Inter: “Può giocare a occhi chiusi, ha grande maturità”

Nel corso della conferenza stampa, Ruben Amorim ha parlato anche dell’avversaria di domani, soffermandosi sulle qualità dell’Inter e sul breve confronto avuto con Cristian Chivu durante la presentazione del progetto del nuovo stadio.

Il tecnico rossonero ha raccontato con un sorriso il dialogo con il collega: “È molto simpatico. Ci stavamo un po’ lamentando dei tempi della presentazione perché abbiamo giocato la sera prima: lui ha vinto, quindi era più felice di me, ma noi avevamo una partita da preparare, ed era quella la nostra priorità”. Amorim ha poi sottolineato l’entusiasmo condiviso per il progetto del nuovo impianto.

Passando all’analisi tecnica, l’allenatore portoghese ha evidenziato soprattutto la capacità dei nerazzurri di mantenere un’identità di gioco anche quando cambiano gli interpreti: “L’Inter, per me, è quella squadra di cui parlavamo: una formazione che può giocare a occhi chiusi, che fa rotazioni e continua a esprimersi esattamente nello stesso modo. Cambiano determinate caratteristiche individuali, ma sanno già cosa fare in campo anche senza bisogno di allenarsi troppo”.

Amorim ha riconosciuto anche la maturità della squadra di Chivu nella gestione dei diversi momenti della partita: “Hanno una straordinaria capacità di leggere i momenti della partita. Si percepisce chiaramente che, anche se dovessero trovarsi in svantaggio nel finale, possiedono la maturità per capire di poter vincere qualsiasi incontro: è una consapevolezza che acquisisci quando vinci tante partite e tanti titoli”.

Infine, il tecnico rossonero ha riconosciuto il talento presente nella rosa nerazzurra, senza però mostrare timore in vista della stracittadina: “Hanno tantissimo talento in rosa, ma noi siamo lì per combattere anche contro questo e ci faremo trovare pronti per la partita”.

Su Gonçalo Ramos: “Può essere l’uomo partita già nel derby”

Tra i protagonisti attesi della sfida contro l’Inter potrebbe esserci anche Gonçalo Ramos. A Ruben Amorim è stato ricordato il precedente della doppietta realizzata dall’attaccante portoghese in un derby tra Benfica e Sporting Lisbona, quando il tecnico sedeva sulla panchina biancoverde. L’allenatore rossonero non ha escluso che possa ripetersi anche a Milano.

“Penso possa esserlo. Penso che tutte le problematiche e le difficoltà che sta attraversando Gonçalo Ramos siano soprattutto una questione di squadra”.

Amorim ha individuato nella distanza dalla porta avversaria uno dei principali problemi del centravanti, spiegando che il Milan deve riuscire a giocare più vicino all’area di rigore per valorizzarne le caratteristiche.

“Controlliamo bene le partite, ma giochiamo troppo lontani dalla porta avversaria. Dobbiamo alzare baricentro e squadra sul terreno di gioco, trascorrere più tempo in quella zona di campo per permettere a Ramos di fare il suo gioco. Sta giocando lontano dalla porta perché la squadra non riesce a spingere l’avversario negli ultimi trenta metri”.

Il tecnico portoghese ha riconosciuto che servirà ancora tempo per migliorare questo aspetto del gioco, ma ha ribadito la fiducia nelle qualità del proprio attaccante.

“Vogliamo fare meglio e miglioreremo in questo reparto. Ma in qualsiasi partita un giocatore come Gonçalo Ramos, che ha già dimostrato di poter spaccare la gara in qualsiasi momento e di poter segnare in ogni situazione, può essere lui l’uomo partita già nella prossima”.

Amorim sulla rosa corta

Ruben Amorim ha spiegato le ragioni che hanno portato il Milan a iniziare la stagione con una rosa numericamente ridotta, ammettendo che, con il senno di poi, potrebbe desiderare qualche alternativa in più.

“Quando succede, ci pensi, ma sono cose che non puoi controllare. Ci sono fattori che sfuggono al tuo controllo”, ha esordito il tecnico, citando gli infortuni di Saelemaekers e Chukwueze, che hanno finito per sovraccaricare Moreira, costretto a giocare più minuti del previsto.

“Immagina di avere tre giocatori per una sola posizione e che si infortunino tutti e tre: a quel punto sovraccarichi quel reparto”. Amorim ha utilizzato questo esempio per spiegare le difficoltà nella gestione delle rotazioni, raccontando anche quanto accaduto con Tomori, impiegato in una situazione d’emergenza e costretto a svolgere un lavoro supplementare.

“Mi assumo il rischio perché voglio vincere contro il Bologna, so perfettamente che non possiamo permetterci di perdere altri giocatori”. Il tecnico ha riconosciuto di aver spinto su Tomori per necessità, ma ha sottolineato come gli infortuni delle tre alternative inizialmente previste per quel ruolo fossero difficili da prevedere: “Quando è così, non puoi gestire l’impossibile”.

“Oggi forse vorrei qualche giocatore in più”

Amorim ha poi ricordato che costruire una rosa di quaranta giocatori non sarebbe una soluzione semplice, considerando anche la gestione finanziaria e la necessità di garantire a tutti un minutaggio adeguato. “A meno di avere una rosa di quaranta giocatori, ma poi devi fare i conti con la gestione finanziaria, con il minutaggio di ognuno, oppure devi accettare di correre qualche rischio, di scommettere un po’”.

“Oggi, se potessi tornare indietro, forse vorrei qualche giocatore in più”, ha ammesso l’allenatore. Nell’ultima settimana, però, con tre partite in pochi giorni, il Milan si è ritrovato con sei o sette titolari o elementi chiave indisponibili. Una situazione che, secondo il portoghese, non era possibile prevedere sulla base delle valutazioni fatte a inizio stagione.

“Forse in questo momento la coperta è corta, ma c’è sempre una logica razionale dietro ogni decisione presa all’inizio della stagione”, ha concluso Amorim.

Amorim difende Ramos: “Prendete le immagini della partita con l’Udinese”

Ruben Amorim è intervenuto anche sulle difficoltà di Gonçalo Ramos, spesso vittima dei falli degli avversari. Alla domanda se l’attaccante debba diventare più cattivo nei contrasti, il tecnico ha preferito concentrarsi sull’evoluzione del calcio italiano, lasciando però intendere una certa insoddisfazione per alcuni episodi arbitrali.

“Mi piace il modo in cui stiamo andando qui in Italia, siamo sulla strada giusta. Più velocità, meno falli: credo che sia un’evoluzione che sta migliorando la qualità del gioco”. Amorim ha quindi sottolineato di apprezzare l’indirizzo preso dalla Serie A, anche per lo spettacolo offerto dalle partite con tanti gol.

Il portoghese, tuttavia, ha lanciato una frecciata senza entrare direttamente nel merito dell’operato degli arbitri: “Non ho intenzione di parlare degli arbitri: basta prendere le immagini della partita con l’Udinese e confrontarle con quelle di altre gare. Non dirò una sola parola in più e voi capirete esattamente cosa intendo dire”.

Amorim ha poi ribadito il proprio apprezzamento per un calcio più fluido e meno spezzettato, citando risultati come 5-1, 4-4 e 3-3, considerati un grande spot per il movimento italiano. Il problema, secondo l’allenatore, riguarda però la libertà concessa a Ramos all’interno dell’area di rigore.

“Forse diventa difficile per Ramos avere più tocchi di palla, forse è difficile per Ramos muoversi liberamente dentro l’area di rigore”. Infine, il tecnico ha invitato i giornalisti a riguardare gli episodi: “Prendete le immagini, fate il confronto, e poi fate pure le vostre valutazioni e le vostre decisioni”.

Amorim analizza le fragilità difensive

Ruben Amorim ha risposto anche alle domande sulle recenti difficoltà difensive del Milan, soffermandosi in particolare sulle partite contro Bournemouth e Bologna. Per il tecnico, si tratta di situazioni differenti, ma che evidenziano alcuni aspetti su cui la squadra deve necessariamente lavorare.

“A Bournemouth abbiamo subito due gol su calcio di rigore e uno su punizione, essendo un uomo in meno per tutta la partita”. Diverso, invece, il discorso relativo alla sconfitta contro il Bologna, nella quale Amorim ha individuato alcuni errori di gestione nei minuti successivi al terzo gol subito.

“Ci sono stati sette minuti in quella partita in cui abbiamo subito il quarto gol: eravamo completamente fuori posizione, e invece dobbiamo mantenere la nostra identità fino all’ultimo secondo”. L’allenatore ha sottolineato come il Milan avesse ancora il tempo per provare a riaprire e ribaltare il risultato, senza perdere equilibrio e organizzazione.

“Subire il 3-2 non è la stessa cosa che subire il 4-2, e avevamo ancora tutto il tempo per recuperare”. Secondo Amorim, dopo il terzo gol del Bologna la squadra si è lasciata condizionare dall’ansia, iniziando a perdere le proprie posizioni e a cercare soluzioni individuali.

Tomori
Tomori

Il tecnico ha citato anche alcuni episodi specifici, come i centrali di difesa che hanno iniziato a salire palla al piede e Pavlovic che si è lanciato in avanti, sottolineando come siano proprio questi dettagli a dover essere corretti durante gli allenamenti.

“Serve quella maturità collettiva per capire che sì, l’inerzia della partita è cambiata, ma avevamo 40 minuti davanti per rimetterla a posto perché le occasioni le avremmo comunque create”. Per Amorim, il Milan deve imparare a gestire meglio i momenti difficili delle partite, senza snaturare la propria identità. “Situazioni diverse, dinamiche differenti su cui dobbiamo inevitabilmente crescere come squadra: questo è un dato di fatto chiaro”.

Sugli infortuni

Ruben Amorim ha affrontato anche il tema degli infortuni che stanno condizionando il Milan, chiarendo fin da subito che la responsabilità dei problemi muscolari non è da attribuire allo staff medico, alla palestra o a Milan Lab. Il tecnico ha voluto assumersi direttamente la responsabilità della gestione dei carichi di lavoro e delle condizioni dei giocatori.

“Infortuni e problemi muscolari non c’entrano nulla con lo staff medico, con lo staff della palestra o con Milan Lab. La responsabilità è del sottoscritto, del tecnico e del modo in cui allena la squadra”, ha dichiarato. Amorim ha spiegato che il sovraccarico in alcuni reparti costringe a correre determinati rischi, ma che è fondamentale valutare anche la storia clinica di ogni singolo calciatore.

Tra gli esempi citati c’è quello di Cissé, per il quale il minutaggio deve essere gestito con particolare attenzione: “Bisogna guardare il suo storico, i problemi di pubalgia, i gravi infortuni subiti nell’ultimo anno, ed è mio dovere gestirlo di conseguenza”.

L’allenatore ha sottolineato come la prevenzione degli infortuni richieda un’analisi approfondita di diversi fattori, tra cui il numero di partite consecutive disputate, i metri percorsi in sprint e il tipo di sforzo richiesto dal sistema di gioco. “È la combinazione di tutti questi fattori a generare gli infortuni. E poi c’è la sfortuna”.

“La responsabilità è mia, lo staff medico è straordinario”

A questo proposito, Amorim ha citato il problema fisico accusato da Saelemaekers, definendolo “soltanto sfortuna nera”. La mancanza di alternative in determinati ruoli, inoltre, riduce le possibilità di rotazione e finisce inevitabilmente per aumentare il rischio di nuovi problemi.

Il tecnico ha però voluto ribadire con forza la propria fiducia nei professionisti che si occupano della salute dei giocatori: “Lo staff medico è straordinario, sta facendo un lavoro eccezionale e lavora sodo ogni singolo giorno”. La gestione dei carichi, ha precisato, rientra invece direttamente nelle sue responsabilità.

Amorim ha infine spiegato che ogni calciatore reagisce diversamente agli impegni ravvicinati. “Conosco la storia clinica di ogni giocatore della rosa, conosco il carico di lavoro quotidiano e cerco di gestirlo al meglio”. Come esempio positivo ha citato Jashari, capace di disputare tre partite, due delle quali per 90 minuti, senza accusare problemi. Altri giocatori, invece, possono avvertire la stanchezza già dopo un tempo e mezzo.

“Cerchiamo di monitorare e gestire tutto questo con la massima attenzione, ma ribadisco: sono felicissimo del nostro staff medico e stanno svolgendo un lavoro pazzesco”, ha concluso l’allenatore.

Gli alti e bassi

Ruben Amorim ha analizzato anche le oscillazioni di rendimento e di risultati mostrate dal Milan nelle ultime settimane, individuando diversi fattori alla base delle difficoltà rossonere. Per il tecnico, la squadra deve ancora sviluppare la maturità necessaria per controllare le partite e gestire i diversi momenti dell’incontro.

“È un insieme di fattori che si combinano tra loro. Certo, dobbiamo sviluppare quella maturità necessaria per controllare le partite e gestire i vari momenti dell’incontro, e ci arriveremo con il tempo”, ha spiegato l’allenatore.

Tra gli elementi che incidono maggiormente ci sono il calendario particolarmente fitto e l’emergenza infortuni, che limita le possibilità di scelta e non permette al Milan di esprimersi sempre al meglio. “Una situazione che non agevola il nostro modo di giocare, perché per esprimerci al meglio abbiamo bisogno di determinate caratteristiche tecniche e fisiche”.

Amorim ha poi evidenziato la mancanza di tempo per lavorare sui dettagli e correggere gli errori commessi durante le partite. “Dovremmo allenarci di più, passare più tempo a parlare e a lavorare su questi aspetti. Ma in questo momento non abbiamo neanche il tempo per recuperare pienamente le energie, figuriamoci per fare sedute di allenamento mirate”.

Una difficoltà che, secondo il tecnico, incide inevitabilmente sulla continuità di rendimento. Per trovare maggiore equilibrio, il Milan avrebbe bisogno di affrontare e correggere determinate situazioni durante la settimana, ma gli impegni ravvicinati rendono tutto più complicato.

Nonostante le difficoltà, Amorim ha voluto chiudere con una dichiarazione di fiducia nel percorso della squadra: “Nonostante tutto, vi garantisco che diventeremo una grandissima squadra”.

“Dobbiamo diventare una squadra più matura”

Ruben Amorim ha parlato anche dell’atteggiamento mostrato dalla squadra alla vigilia della sfida contro l’Inter e dell’importanza dei cambi durante la partita. Il tecnico ha innanzitutto sottolineato la reazione dei giocatori dopo la delusione delle ultime ore, evidenziando una mentalità positiva in vista del derby.

“Ho percepito nei giocatori la giusta mentalità. Ieri eravamo amareggiati, eravamo arrabbiati: più che amareggiati, eravamo davvero furiosi”. Lo stesso Amorim ha ammesso di aver vissuto con rabbia la giornata precedente, ma ha spiegato di aver trovato oggi un gruppo completamente concentrato sulla sfida contro i nerazzurri.

“Io stesso ero molto arrabbiato ieri, ed è difficile ripartire il giorno dopo. Oggi, però, li ho visti completamente focalizzati sulla sfida contro l’Inter, concentrati sull’allenamento tecnico-tattico, perché ora conta solo questo”. Secondo l’allenatore, i giocatori hanno ben chiaro il piano gara e ciò che dovranno fare in campo.

Amorim ha poi analizzato gli alti e bassi mostrati dal Milan durante le partite, prendendo come riferimento le prestazioni contro Lazio e Atalanta. “Ci sono partite che cominciamo malissimo e chiudiamo in crescendo, come contro la Lazio, e altre in cui disputiamo ottimi sessantasei minuti, come contro l’Atalanta, per poi calare d’intensità”.

Per il portoghese, il problema non riguarda soltanto la condizione fisica o il minutaggio, ma anche la capacità di gestire i diversi momenti psicologici della gara. “La chiave è trovare continuità nell’arco di tutti i 90 minuti”.

Esperienza e cambi

Il tecnico ha inoltre riconosciuto la maggiore esperienza e maturità dell’Inter, soffermandosi anche sulle differenze tra i due modelli di gioco. “Non possediamo ancora la stessa esperienza e la stessa maturità dell’Inter: è un dato di fatto evidente e dobbiamo prenderne atto con pragmatismo”.

Amorim ha spiegato come i nerazzurri, soprattutto nei momenti di difficoltà, tendano a portare molti uomini in area di rigore e a sfruttare i cross per mettere sotto pressione le difese avversarie. Il Milan, invece, ha caratteristiche differenti e dovrà trovare altre soluzioni per affrontare le diverse fasi della partita.

La priorità, dunque, sarà mantenere lo stesso livello di attenzione e intensità per tutti i novanta minuti, evitando quei cali che hanno caratterizzato alcune recenti prestazioni. “Dobbiamo diventare una squadra migliore, più matura e capace di leggere e interpretare i vari momenti della gara”.

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