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Tonali torna a parlare del suo passato rossonero: “Seguo ancora il Milan, ma…”

La sconfitta di ieri si potrebbe riassumere in un semplice aggettivo: impalpabile, un termine mai assimilabile verso un ex giocatore rossonero che dava l’anima in campo, Sandro Tonali.

L’ex centrocampista del Milan aveva dei limiti, come qualsiasi calciatore, ma tutto si poteva dire di lui, fuorché sull’approccio caratteriale all’interno delle partite del “suo” Milan. Ad ogni uscita Tonali dava il meglio di se, per onorare la maglia ed i tifosi che lo hanno visto crescere e diventare un perno del centrocampo rossonero.

Dinamismo, corsa, determinazione, carisma, testardaggine, presa dal suo idolo “ringhio” Gattuso e tanto agonismo, ciò che ieri è mancato al Milan. SI potrebbe continuare a commentare la prestazione insipida del Milan contro il “Bodo Glimt” di questa stagione, il Ferencváros.

21 partite da imbattuti (14 vittorie e 7 pareggi), la seconda miglior striscia positiva in Europa. Dietro solo al Lugano che non perde da ben 22 partite, 17 vittorie e 5 pareggi. Seguiti dal The New Saints con 14 vittorie e 3 pareggi. 11 vittorie e 5 pareggi per la Roma e Bayern Monaco 12 vittorie e 3 pareggi.

Un Milan che non è riuscito a colpire la squadra Ungherese, se non in rarissime conclusioni verso lo specchio, l’unica che avrebbe potuto rimettere in dubbio il risultato finale è bla conclusione centrale di Hutchinson, parata d’istinto da Dibusz.

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Amorim non è riuscito ad imprimere la stessa grinta che i rossoneri hanno mostrato contro l’Inter. A parlare del suo passato rossonero è proprio quel ragazzo che tanto aveva sognato di vestire quei colori Sandro Tonali a Sky Sport, tra Milan e nazionale italiana:

“Seguo ancora in Milan? Sì, sempre, ma quello rimarrà anche fra vent’anni. Lo guardo sempre, anche se sento un po’ meno i giocatori perché ormai sono cambiati in tanti”. 

“Io credo che un tifoso non possa mai cambiare la sua fede e sarà così per tutta la mia vita,

“Mancini conosce bene l’ambiente, appena arrivato ha messo ordine.

Era quello che serviva all’inizio, piano piano abbiamo messo dentro tanto lavoro puntando sulla qualità, perché la qualità dei giocatori c’è, e l’abbiamo visto sia in Turchia, sia in Francia”.

“Mancini ci sta facendo capire che siamo giocatori forti, che bisogna giocare attaccando e difendendosi da squadra sempre, tutte le partite, tutti i 90 minuti”.

“Ci ha infuso un po’ più di lucidità durante le partite. Come esempio, prendo la partita fuori casa in Turchia che è stata la prima dopo la sconfitta del Belgio, la prima delle tre partite positive”.

“Nel primo tempo non siamo stati solo aggressivi e pieni di qualità, ma eravamo ordinati in campo. Ognuno sapeva quello che doveva fare, ognuno aveva il suo spazio, ognuno lavorava per il compagno. È quello che abbiamo fatto tanto in allenamento in quei 16 giorni”.

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