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AMARCORD – Milan-Atalanta: Beep Beep Daniele!

L’estate non è una stagione, ma uno stato d’animo, citava Jerry Calà come mantra nei suoi film e quella del 1992 per il Milan appena laureatosi Campione d’Italia, fu l’estate perfetta, quella che ogni tifoso sogna prima di addormentarsi. Campagna acquisti sontuosa degna dei migliori Sceicchi, una delle più onerose dell’era Berlusconiana che portarono a vestire rossonero il Pallone d’oro Jean Pierre Papin, il secondo al pallone d’oro Dejan Savicevic, Zvonimir Boban di ritorno dal prestito al Bari, i nazionali Stefano Eranio, Nando De Napoli ma soprattutto l’enfant prodige azzurro Gigi Lentini.

Considerando che la base di quel Milan era quella dei tre olandesi, si partiva con l’obiettivo di vincere tutto in Italia, in Europa e nel Mondo, come voleva il diktat presidenziale di quegli anni.

I tifosi rossoneri apprezzarono particolarmente quella sessione di mercato e presero d’assalto i pochi punti vendita autorizzati ovvero Milan Point e la banca Cariplo. Centralini e computer in tilt per giorni, ma il risultato fu unico e ancora imbattuto in serie A 71.895 abbonati, praticamente San Siro esaurito ogni domenica e biglietti introvabili. Fortunatamente tra i quasi settantanduemila ci sono anche io, al mio primo abbonamento della mia vita, convinsi il mio Papà di farlo al 1° anello verde per poter vedere da vicino i miei idoli e vederli esultare ad ogni gol nella porta sottostante.

La prima partita col Foggia però fu una mezza delusione il Milan vinse a fatica dopo uno scialbo primo tempo, un 1 0 su autorete procurata da Massaro, sotto la curva sud esattamente dal lato opposto del mio, quindi rimando l’appuntamento alla successiva partita casalinga.

20 Settembre 1992 Milan-Atalanta, tutto esaltato vado a vedere il mio Milan convinto che segnerà nella porta dove sono seduto, ed io pronto ad abbracciare virtualmente i miei campioni Savicevic, Lentini e Marco Van Basten. I bergamaschi però sono una buona squadra allenata da Marcello Lippi, che annovera tra le sue fila gente come Ferron Montero Alemao Rambaudi Ganz, giocatori di tutto rispetto, sommata ai soliti giovani del suo vivaio Porrini su tutti.

Il Diavolo però è troppo forte sente che oggi vinceremo.

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Il primo tempo, però, è la fotocopia della partita vista col Foggia (0-0 con poche emozioni) – oltretutto ancora una volta attaccavamo sotto il mio settore – maledetta sfortuna anche oggi nessun gol da festeggiare da vicino. Il mio idolo incontrastato dei tempi  era il genio Savicevic, che purtroppo era in una di quelle giornate in cui è rimasto sonnacchioso nella lampada. Serve una scossa, qualcosa che rivitalizzi questo dormiente Milan, un uomo della provvidenza.

In panchina il Milan ne ha uno, un giocatore che ogni anno danno per partente, ogni anno danno per relegato in panchina o addirittura in tribuna, per far posto a nuovi campioni, per poi trovarlo spesso titolare da metà stagione in poi, dopo aver tolto parecchie castagne dal fuoco ai colori rossoneri. Parlo di Daniele Massaro, l’uomo della provvidenza per eccellenza giocatore di un’importanza fondamentale per i successi rossoneri di quei tempi, forse il miglior dodicesimo uomo della storia del Milan.

Capello all’intervallo indovina la mossa giusta, sostituisce il fantasista montenegrino con Massaro e nemmeno 10 minuti la scarica elettrica arriva: cross da destra di Van Basten inserimento indovinate di chi? ovviamente di Beep Beep Massaro e zuccata vincente; Goal Goal. Passano altri dodici minuti e Van Basten raddoppia e chiude la contesa, 2-0 per noi e pazienza se i gol sono arrivati nella porta opposta ai miei seggiolini, l’importante è che il Milan abbia vinto.

A pensare al Milan di oggi, forse un Massaro in rosa che entri e sparigli le carte dalla panchina non lo abbiamo, d’altronde quello del dodicesimo non è un ruolo facile, ci vuole la pazienza di dover aspettare il tuo turno quando stai bene, la concentrazione di entrare subito bene in partita e soprattutto essere decisivo come il buon Daniele ha fatto spesso e volentieri con i nostri colori che ha vestito 306 volte timbrando il cartellino 72 volte, la maggior parte di queste decisive. 

Domenica chi potrà essere l’uomo della provvidenza? La risposta è la stessa che diedi a dodici anni quando i gol venivano fatti nella porta opposta, chissenefrega l’importante che il Milan vinca.

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