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Esclusiva Tommaso Turci: dal cambio modulo di Pioli, ai capitoli Leao e stadio

Turci

Oggi Tommaso Turci, giornalista di Dazn, ha rilasciato in esclusiva ai microfoni di AllMilan.it diverse dichiarazioni sul momento che sta vivendo il Diavolo ma anche sulla questione riguardante il nuovo stadio. Di seguito le sue parole:

Come valuta il cambio modulo adottato da Pioli: “Il cambio modulo di Pioli ha portato più certezze alla squadra, c’è più solidità in fase di non possesso ma anche nel reparto difensivo anche perché se analizziamo le partite, in questo periodo, il Milan è una squadra che quando difende ha più attenzione nei riferimenti offensivi della squadra avversaria.

Aldilà del cambio modulo, penso, che la differenza è stato lo switch mentale che ha avuto la squadra nel capire che l’obiettivo non era più vincere il campionato ma era quello di entrare nei primi quattro posti per qualificarsi alla prossima Champions League”.

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Mercoledì la sfida al Tottenham, quante chance ha il Milan di passare il turno: “Secondo me tante perché la gara di andata, nonostante le assenze del Tottenham, ha dimostrato che il Milan contro questo avversario se la può giocare e quando i top player rossoneri girano i risultati arrivano.

Sicuramente troverà uno stadio caldo con un’atmosfera complicata, sarà una partita molto difficile contro una delle squadre migliori d’Europa ma i rossoneri partono con il vantaggio del risultato dell’andata e questo non è un dettaglio da poco, anzi”.

Capitolo Leao e mercato

Rinnovo Leao, che idea si è fatto: “Solitamente quando un giocatore aspetta tanto per rinnovare il contratto, come ad esempio Skriniar con l’Inter ma anche Calhanoglu, Donnarumma di due anni fa per il Milan, significa che tendenzialmente non vuole proseguire il suo percorso con la società al 100%.

Credo che Leao è un giocatore che sta molto bene al Milan e che stia completando il suo percorso di crescita in rossonero e che abbia buone possibilità di restare ma è anche vero che più passa il tempo e più si avvicina la scadenza e più si fanno avanti altri club proponendo al giocatore dei contratti molto ricchi e per questo le possibilità possono diminuire.

Per me la società rossonera deve fare di tutto per rinnovare Leao perché, altrimenti, si aprirebbe un capitolo sul suo futuro che significherebbe anche prendere in considerazione una sua eventuale cessione per non perderlo a zero nel 2024″.

In estate che tipo di mercato dovrebbe fare il Milan: “Difficile da dire ora perché soprattutto bisognerà capire quali saranno i giocatori, della rosa attuale, su cui la società vorrà puntare e quindi quali saranno i punti fermi della squadra.

Ad oggi, il Milan, ha delle certezze e sono soprattutto quei giocatori che non è detto che rimangano in rossonero ma una cosa certa è, che rispetto alla scorsa stagione, manca qualcosa a centrocampo perché nei nuovi arrivi qualcosa è mancato nella trequarti a livello di qualità e profondità di rosa.

É presto per fare un bilancio della stagione ma se analizziamo il mercato scorso del Milan troppi giocatori di quelli che sono arrivati hanno reso meno di quello che si pensava non portando quel valore che tutti quanti si aspettavano”.

Sul nuovo stadio: “Lo sviluppo della società passa anche attraverso questo e ci può stare l’idea di avere uno stadio per conto proprio”

Area La Maura, fa bene il Milan a costruire lo stadio senza l’Inter: “Lo stadio oggi è diventata la principale fonte di ricavi insieme ai diritti televisivi per una società di calcio.

San Siro ha sempre quel fascino che ci lascia sempre tutti senza fiato ma è giusto anche svilupparsi cercando di avere uno stadio che sia attivo sette giorni su sette provando, in qualche modo, a seguire i modelli più importanti d’Europa per riuscire ad investire e trovare beneficio dal punto di vista economico da questo tipo di struttura.

Per quanto riguarda lo stadio personale senza considerare anche l’Inter è una cosa condivisibile se si riesce ad utilizzare nella maniera giusta anche perché non sarebbe la prima squadra, in Italia e in Europa, che non ha lo stadio in condivisione con l’altra squadra della città. Lo sviluppo della società passa anche attraverso questo e ci può stare l’idea di avere uno stadio per conto proprio”.

Da bordocampista, cosa ha di magico san Siro rispetto ad altri stadi e se c’è un aneddoto di una delle due tifoserie milanesi che l’ha colpito maggiormente: “San Siro è magico perché si respira la storia del calcio italiano e di quello internazionale e perché le grandi partite si giocano con la magia del passato, quindi, lo spirito, l’anima dello stadio si percepisce ogni volta. Non stiamo parlando solo di uno stadio ma anche di un teatro nel quale si è scritta la storia di questo sport e si percepisce quando gioca il Milan oppure l’Inter.

Tutte le volte che ho fatto le grandi partite a San Siro ho sempre avuto la pelle d’oca perché lo stadio è caldo, il pubblico si fa sentire, da bordocampo tutti quanti sono caricati da quello che succede fuori ed è impossibile non sentire San Siro anche perché è uno stadio che soffrirebbe chiunque.

Per l’aneddoto, posso dire che le coreografie dei derby sono sempre magiche ma riporto ora il derby che ho avuto la fortuna di seguire da bordocampo, era l’anno del Covid e non c’erano tifosi allo stadio (Milan-Inter 0-3 il 21/02/2021), ma si sentiva veramente e si percepiva dalle panchine l’importanza della gara, quindi, non serviva il pubblico per dare una grandezza al derby di Milano”.

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