Luca Cilli, noto giornalista Sky Sport, è intervenuto questo pomeriggio ai nostri microfoni del format “Al telefono con”
Tanti gli spunti sul mondo Milan, a partire dalla crisi vissuta nel mese di gennaio, passando dalla questione stadio e le possibili mosse di mercato.
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Queste le sue dichiarazioni: “Ritengo che la squadra stia vivendo un periodo importante anche a livello di autostima. È una squadra che si è ritrovata nel momento in cui l’allenatore Stefano Pioli ha cambiato il modulo. È chiaro che c’è bisogno di tempo per capire se effettivamente il Milan sia tornato sulla retta via, però credo che la continuità che è riuscita a mettere insieme in questo periodo dimostri che può guardare al futuro più immediato con un ritrovato ottimismo. Credo che il fatto di aver inanellato quattro partite utili di fila e non aver concesso nemmeno un gol all’avversario sia testimonianza del fatto che il Milan abbia ritrovato solidità, ma non solo in campo, anche a livello mentale, perché è un Milan che sa quel che vuole e come andarlo a prendere. È un Milan che si è ricompattato anche a livello di squadra. C’è il giocatore che fa una corsa in più per aiutare il compagno, magari in difficoltà, c’è l’attaccante che fa uno scatto in più per recuperare il pallone in mezzo al campo. La solidità difensiva non parte solamente dal reparto arretrato, ma anche da quello che riescono a fare i compagni in fase di non possesso”
Sulla partita contro l’Atalanta: “Credo che la partita contro la Dea sia stata la più importante della serie, perché se nelle prime c’erano state delle indicazioni, domenica scorsa si sono ritrovate delle conferme, perché non aver concesso praticamente nulla ad una squadra che, al contrario, come quella di Gasperini, crea tantissimo, è un dato indicativo sul come il Milan ha ritrovato la sua solidità difensiva. Deve però correggere qualcosa in attacco, perché anche contro l’Atalanta è vero, ha vinto due a zero, ma il raddoppio è arrivato quasi allo scadere. In precedenza ha sì avuto il tante occasioni per chiudere la partita, ma a volte serve anche una cattiveria diversa sotto porta”.
Su Malick Thiaw: “I giocatori vanno aspettati. E sapevamo che Malick fosse un valido calciatore, anche perché il Milan difficilmente ha sbagliato qualcosa in fase di mercato. Quest’anno sono piovute tante critiche sulla campagna acquisti rossoneri, ma credo che bisogna partire da un presupposto: confermarsi a determinati livelli non è mai facile. Soprattutto per una squadra giovane che deve acquisire anche la giusta mentalità vincente. Indossare la maglia del Milan significa avere la capacità di aprire un ciclo di vittorie consecutive, non è facile, soprattutto per una squadra giovane e che sta intraprendendo un certo tipo di percorso. Il Milan è una delle poche società in Italia che ha un progetto chiaro e identificativo e che nel tempo potrebbe portare ad ottenere determinati risultati. Per ottenerli, appunto, ci vuole tempo, pazienza e costanza. Il Milan ha sempre deciso di puntare su giovani calciatori di grande qualità e di prospettiva. È chiaro che li devi fare ambientare ad un calcio totalmente diverso rispetto agli altri paesi europei, come quello della serie A, dove non è facile ambientarsi, ma Thiaw è un giocatore che sta dimostrando grandi qualità ed è l’ennesima scommessa che sta vincendo il Milan, che è molto bravo sul mercato. Investire sul che giocava nella serie B tedesca e sottolineo serie B tedesca, non Bundesliga. Perché poi ad acquistare determinati calciatori sono tutti bravi, ma andare ad investire invece su giocatori che non giocano in squadre di prima fascia è molto più complicato. Stessa situazione anche per Kalulu. È un’altra bella bella scoperta quella che ha fatto il Milan con questo calciatore che per caratteristiche mi piace molto: senso dell’anticipo, intelligenza tattica. E poi viene da una scuola, quella che tedesca, che in materia di difensori sa il fatto suo”.
Su De Ketelaere: “Io credo che lo stesso ragionamento su Thiaw dobbiamo farlo anche per Charles e per tutti gli altri calciatori che sono arrivati la scorsa estate. Lo scorso anno erano pochi i soldi a disposizione per la squadra Campione D’Italia, ma non possiamo escludere che il prossimo anno si possa pensare all’acquisto di un campione fatto e finito. Per il resto si va su ragazzi futuribili ed è giusto perché il calcio si fa anche in questa maniera”
Su Cardinale: “Cardinale è tornato Milano giustamente per essere vicino alla squadra anche in un momento molto brutto della stagione, perché poi c’è da giocare anche la gara di ritorno di Champions League contro il Tottenham. Ma tra gli argomenti di maggiore interesse c’è sicuramente la questione stadio e non dimentichiamoci l’eventuale prolungamento di contratto di Rafael Leao e di Giroud. La presenza di Cardinale non è assolutamente casuale. Credo che il Milan stia facendo una cosa intelligente e cioè costruire lo stadio per conto proprio. San Siro è bellissimo, per carità, però io invito coloro i quali hanno la possibilità in Europa di viaggiare, anche perché è sempre bello e dal punto di vista sportivo ti porta a visitare tanti altri luoghi per capire anche le differenze tra noi e gli altri che sono abissali in materia di infrastrutture. San Siro è bellissimo ha una grande storia, però è una storia passata, il calcio impone di guardare avanti. gli Stadi europei sono la forza dei grandi club, non solo quelli inglesi. Cioè basta fare un giro anche in Belgio perché i tedeschi sono avanti anni luce. Ho parlato dell’uso, non era da per sminuire il campionato belga e ci mancherebbe. Per non parlare dei campionati di prima fascia. Sono d’accordo con Cardinale quando dice che il Milan debba mettersi in proprio, dunque per fare un nuovo stadio, perché i ricavi aumentano anche attraverso la possibilità di avere uno stadio funzionale che funge non soltanto da stadio per il singolo evento calcistico e credo che sia un pò passato il concetto di stadio che abbiamo noi, perché tu vai allo stadio e tutti intorno trovi altro“.
Sulle differenze con gli altri club europei: “Vai in Europa e tutto intorno trovi servizi, infrastrutture, bar, ristorante, merchandising ufficiale del club. Ma a proposito di questo, gli investimenti, magari che si possano fare sullo stadio e quindi gli eventuali guadagni, possono cambiare in qualche modo.
I ricavi con il nuovo stadio potrebbero cambiare qualcosa sul calciomercato? È un passo fondamentale per mettersi in linea con i tempi e per aumentare i ricavi e per poter competere giustamente con i top club una volta che si compie questo passo, poi con il budget a disposizione, non è detto che la strategia non possa cambiare, anche se il Milan comunque ha impostato il suo modo di fare calcio con la ricerca dei migliori giovani in Europa e non essenzialmente italiani, come è accaduto ad esempio per Sandro Tonali, però è chiaro che con una disponibilità economica differente, se magari in estate il Milan può investire parte del suo budget su un campione fatto e finito e su 5 giovani che campioni potrebbero diventarlo nel corso del tempo, magari con un incremento dei ricavi il discorso può essere 2-3 se vogliamo… però sono discorsi prematuri, perché poi devono passare tutte le leggi e prima di fare lo stadio ce ne vuole. È interessante però vedere questa accelerata decisa da parte di Milan e Inter“.
Sul rinnovo di Leao e sull’importanza della Champions: “La volontà del calciatore spesso fa la differenza all’interno di queste trattative molto complicate e sappiamo che la trattativa lo è anche per motivi extra Milan e mi riferisco alla causa in corso con lo Sporting di Lisbona. Rafa ha sempre detto che col Milan si è sempre trovato bene e che non ha problemi ad andare avanti. Adesso deve dimostrarlo con i fatti. Il club si è spinto oltre le possibilità, la concorrenza non manca. Leao, in Italia, per caratteristiche ha dimostrato di essere un unicum. Il Milan è convinto di chiudere questa operazione. La Champions League diventa fondamentale per andare all’interno di questa operazione di mercato. Giocare la Champions per il Milan deve essere naturale, il Milan ci deve essere. Ci deve essere per una questione di immagine, per una questione economica, di ritorno alla normalità da grande Milan e soprattutto giocarla aiuta a crescere. Io ricordo alcune frasi di Ancelotti e Capello, la mentalità vincente si acquisisce disputando alcune partite contro determinati calciatori e avversari“.
Sulle prospettive in vista del match dell’8 marzo: “Il Milan parte da una base ma al di là del risultato arriva da una buona prestazione. Il risultato non ti garantisce di passare il turno. Ciò che fa sperare per il passaggio del turno contro il Tottenham è la prestazione, è vero che è venuta a Milano senza alcuni titolari, ma resta una squadra di primissimo livello. Vi assicuro che Antonio Conte sta preparando da tanto questa partita. Rispetta molto Stefano Pioli, è consapevole delle difficoltà che può incontrare. Il Tottenham teme molto il Milan“.
Sulla partita contro la Fiorentina: “Il Milan si può permettere il turnover perché ha una rosa adatta per farlo anche in vista dei prossimi impegni anche se Firenze è una trasferta difficile. Quest’anno la Fiorentina mi ha un pò deluso, avevo giudicato positivo il mercato estivo ma mi sono sbagliato, perché è una squadra molto discontinua, è capace di tutto e di niente. Per queste rotazioni io vedo bene De Ketelaere titolare, deve trovare fiducia, io sono convinto che il Milan ha acquistato un grande giocatore. L’ho visto giocare in Belgio ma è chiaro che il campionato in Belgio è tutta un’altra cosa. Se fate caso tutti i compagni quando hanno parlato di lui lo hanno difeso ed etichettato come un grande giocatore, deve avere solo la bravura di sbloccarsi. Un anno di ambientamento glielo concedo, il Milan deve difendere un grande investimento”.
De Ketelaere sta vivendo la stessa cosa che hanno vissuto Leao e Tonali il primo anno: “Purtroppo il calcio brucia tutto velocemente, non c’è pazienza è un grande difetto dell’Italia calcistica anche perché altrove non è così. Un giorno sei un campione, il giorno dopo sbagli prestazione e sei un brocco. Non funziona così, ci vuole equilibrio, sempre. Poi i calciatori rischi di bruciarli ed è già capitato. Il Milan ha avuto la capacità di aspettare Leao e Tonali. Il primo Leao non è stato all’altezza del Milan, si vedevano le qualità ma non le prestazioni in campo. De Ketelaere per qualità tecniche e tattiche si può incastonare bene in questo nuovo modulo che sta portando avanti il Milan quindi è giusto aspettarlo“.
Sul calciomercato: “Quest’anno il Milan aveva un tipo di budget e quei giocatori non poteva prenderli, bisogna essere onesti. Il budget del Milan era anche basso per quelle che sono le potenzialità di una squadra che aveva appena vinto il titolo, quindi con quel budget il Milan doveva fare ciò che è la linea guida, ossia comprare dei giovani. Il Milan aveva bisogno di un altro profilo di giocatore ma il budget non lo permetteva, ha fatto tutto il possibile anche nel mercato invernale. Il Milan ha bisogno di un giocatore già fatto da inserire in squadra. Per me la priorità deve essere un attaccante. Con tutto il rispetto per i campioni di Ibrahimovic e Giroud (che se dipendesse da me, lo porterei sempre con me anche se non è più giovanissimo), mentre Origi ha avuto dei contrattempi fisici. Se voi andate a scorrere tra i cannonieri di questa stagione gli attaccanti del Milan non sono in doppia cifra e questo è un problema per una squadra ambiziosa. Non è detto che per forza debba arrivare un campionissimo, è più probabile che arrivi un giovane di prospettiva. Tutto dipenderà dal budget e se la ricerca di una giovane punta funziona perché non provarci. Abbiamo visto anche l’Atalanta con Hoijlund, secondo me è fortissimo ed è l’attaccante del futuro e chissà che il Milan non possa fare un tentativo“.

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