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Calhanoglu: “Non sono lontano da Modric o De Bruyne e sul possibile approdo di Kessié…”

Questa mattina, il centrocampista dell’Inter, Hakan Calhanoglu ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale, oltre a parlare del Milan e della Champions League, ha toccato vari argomenti riguardanti la sua carriera, la lotta Scudetto e il paragone con Modric e De Bruyne. Ecco le sue parole:

Sulla sua crescita: “Sono migliorato, sono anche una persona più matura dice di sé, anche fuori dal terreno di gioco. Mi sento sul pezzo. All’Inter c’è un’aria speciale, mi sono sentito subito benvoluto. E mi ha dato fiducia la positività dei tifosi, mi fanno sentire anche libero di sbagliare perché mi sostengono. Un altro salto mentale l’ho fatto dopo il terremoto in Turchia. Un dolore enorme, sono scosso”.

Sul confronto coi grandi centrocampisti europei come Modric e De Bruyne: “Sì, mi sento sottovalutato. Non sono lontano dai nomi che ha citato, come Modric e De Bruyne, ho tutto per avvicinarmi a loro: per come sono cresciuto mi vedo tra i primi 5 d’Europa nel mio ruolo, lo dico con umiltà ma con consapevolezza. A volte, alcuni giocatori, che giocano per esempio in premier in questo momento, possono avere più visibilità…”.

Sul possibile approdo di Kessié: “Parliamo sempre tanto, sa di giocare in un grande club ma l’Inter non sarebbe da meno”.

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Sul suo amore per l’Inter:All’inizio i tifosi avevano dubbi, come è normale che sia: sostituire un gran giocatore come Eriksen vedendo dal Milan non era facile. Ma io ero sicuro che, cominciando a giocare, sarebbe cambiata la musica e mi avrebbero apprezzato. L’amore è stato spontaneo, senza bisogno di gesti teatrali: è cresciuto pian piano senza una vera scintilla”.

Sul suo ruolo: “Dovunque mi metteranno, darò il massimo. Poi già in nazionale giocavo da regista e il mio procuratore mi ha sempre detto: ‘Quello è il tuo ruolo…’. Le sue parole mi sono rimaste in testa: per questo mi vedo più davanti alla difesa, non a caso il mio idolo era Pirlo… Grazie a Inzaghi mi sono completato in questa posizione, soprattutto dal punto di vista difensivo. Ora mi esalta anche il duello fisico: sarò più lontano dalla porta e tirerò di meno, ma riesco a controllare la partita, il ritmo, e aiutare i compagni da dietro. Poi un goal può sempre arrivare, come a San Siro con il Barcellona”.

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