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Milan, sei tra le 8 migliori d’Europa! Che difesa: come è la storia di Kane e Abele?

Sapete sul Milan, la Champions è come una scatola di cioccolatini. E questo ve lo posso giurare, anche adesso.

Sapete, dicono che le scatole di cioccolatini erano di tradizione il 14 febbraio a San Valentino. Il giorno di quando c’era la partita d’andata tra Milan e Tottenham. Perché in genere i cioccolatini si regalano quel giorno lì. Così io mi sono dato da fare e ho chiesto un po’ in giro e ho saputo che una scatola di cioccolatini la gente di tutti i tipi non la rifiuta nessuno neppure l’8 marzo (il giorno di Tottenham Milan 0-1, che è la Festa della Donna). Potete stare tutti sicuri, è proprio vero.

Voglio dire, praticamente gli ottavi di finale con il Tottenham si mandano giù che è un piacere sia il 14 di febbraio che l’8 marzo. Dettagli i cioccolatini, comunque. Passiamo alle cose serie. Passiamo al Milan che supera il turno contro il Tottenham, pareggiando 0-0 nella gara di ritorno.

Succede che a Londra la squadra di Pioli rischia poco: pochissimo nel primo tempo creando poco, poco – nonostante alcuni calci piazzati – nel secondo tempo, creando tantino. Succede anche che Maignan è – per stare proprio larghi – almeno nella top 5 tra i migliori portieri al mondo. Ma molti, anche i giornali stranieri, questi non lo sanno. Succede che Mike Maignan compie una parata salva-risultato su Harry Kane al 93′, tanto per stare più sicuri.

E poi ammettiamo tutti tranquilli che la difesa a 3 del Milan, tutta quanta, ha compiuto una gara davvero impeccabile. C’era Tomori che era il più concentrato tra tutti i 22 uomini più concentrati del mondo (non per forza chi giocava), e così non ha bucato mezzo intervento, come c’era Kalulu che ha quasi fatto lo stesso. È soltanto che Fikayo Tomori, lui sì, sembra che avesse ancora qualcosa da dimostrare in Inghilterra. Per fortuna che oggi la tivù ha ripreso tutto quanto.

E niente, e poi serviva la gara della conferma in Champions League di Malick Thiaw? La storia del match spiega che il tedesco ne ha avute per 90′ con Harry Kane, uno che fa il killer nell’area di rigore, uno che a teatro potrebbe fare il killer in uno spettacolo intitolato “Kane e Abele”. E niente, la sua prestazione è stata monumentale: nello specifico non si è trattato solo di contenere il bomber inglese, ma di anticiparlo in ogni momento e movimento.

Un’altra superprestazione su cui soffermarsi urgentemente è quella di Theo Hernandez, autentico leader nonché capitano, sempre più decisivo come un two-way player (attacco e difesa), ormai capace di dare scossoni a tutta la squadra nei momenti giusti delle partite. Probabilmente, se a Leao non sta facendo così bene venire verso il centro, per Theo con la fascia più libera è tutto il contrario. Ma proprio.

Le altre pennellate, in una partita giocata con estrema compattezza, le danno Giroud da campione generosissimo, la mediana composta da Sandro Tonali (che si porta sulla coscienza un partitone con un paio di conclusioni migliorabili) e Rade Krunic, padroni di Skipp e Hojbjerg. Poi Messias, autore di un paio di tiri sballati, infine Divock Origi con un legno sfortunato verso il finale. Ma non è tutto. Per finire, impossibile dimenticare Brahim Diaz, presente su ogni pallone e su ogni lacrima contesa da uno degli Spurs. Una prova indimenticabile quella dell’andaluso.

Cioè, lo sappiamo tutti, insomma. Cioè, il Milan ne aveva bisogno.

Questo ambiente aveva bisogno di vedere “Pioli is on fire” anche in Europa, ed il suo Milan nella top-8 del calcio che conta. Aveva bisogno di constatare per bene che il Milan fosse pronto ad andare avanti in questa fase ad eliminazione diretta, in Champions League. Dopo 11 anni infiniti, con risultati.

Diciamo che questo Milan durante la sua stagione può anche aver scoperto alcuni suoi difetti, magari nemmeno li conosceva, ma aggiungiamo che questo Milan è sempre stato un grande gruppo. Una grande squadra. E non c’era da scoprirlo. C’era da vederlo. Con il Tottenham, più che con la Fiorentina. Di sicuro.

Perché, in fondo, non è vero che è tutto come una scatola di cioccolatini.

Dopotutto, il Milan ha sempre saputo quello che gli capitava. O no?

tottenham milan

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