(ANSA) – MILANO, 6 GIU – È un Milan nel caos e completamente svuotato. Svuotato dalle cariche più importanti, dai campioni in rosa come Modric, da quelli che avrebbero dovuto essere leader come Leao. Mentre i tifosi contestano Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic appendendo manifesti nei punti nevralgici della città, dal Portogallo arrivano le parole del numero 10 rossonero e sono benzina sul fuoco.
“Non penso di essere stato messo nelle condizioni di giocare nella posizione più adatta per poter fare la differenza. Ho giocato 4/5 mesi infortunato – ha rivelato – con questa sorte di tendinite, poi aggiungici una posizione che non è la mia e sono arrivato stanchissimo a fine stagione. Qualora ci fosse la possibilità di andare a giocare in Premier sarei veramente contento perché il mio talento sarebbe veramente valorizzato in quel tipo di campionato”.
La posizione di Leão
È l’ennesima stoccata da parte del numero 10 rossonero ormai in rottura totale con il Milan. Leao è stato messo e si è messo sul mercato. Ed ora, senza filtri, racconta la sua verità dopo aver subito i fischi di San Siro. Non stava bene, ha giocato fuori ruolo ed è stata una stagione logorante. La colpa quindi non è sua ma del tecnico e di una società che non ha capito. Per lui il Milan è già il passato, anche se per il momento resta un tesserato del club rossonero – con relativi obblighi verso la società che continua a pagargli l’ingaggio. Invece non c’è nessuno ad alzare il telefono e cercare il confronto con il portoghese. Non c’è un direttore sportivo, né un direttore tecnico, né un amministratore delegato.
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Un vuoto di potere che scatena le reazioni di chi non ha più niente da perdere. “Per me è stata un stagione molto difficile: non ci siamo qualificati in Champions League e avremmo avuto tantissimo tempo per lavorare nel corso della settimana. Per come stavo nella pre-season, sentivo di poter realmente fare la differenza, mi sentivo veramente bene e in fiducia”, assicura Leao che ora si offre – letteralmente – a Liga e Premier League. Ma finché non sarà scelto un direttore sportivo e un direttore tecnico, difficilmente verrà intavolato il mercato. Ovviamente, poi, molto passa dall’allenatore e dal suo gioco. Glasner resta il favorito, Pochettino è una valida alternativa, Slot non è più nel casting.
Il silenzio societario
Tra meno di una settimana inizia il Mondiale, tra qualche giorno Zlatan Ibrahimovic sarà in America per commentare le partite. Sui social pubblicizza le sue attività commerciali, scatenando le critiche dei tifosi. Il tempo corre e nulla si muove. Perché se è vero che il presidente Paolo Scaroni ha rappresentato il Milan in Assemblea di Lega Serie A e che il team manager Alberto Marangon lo ha fatto ai sorteggi dei calendari – che vedono il Milan impegnato in un percorso in salita con Torino, Juve e Lazio nelle prime quattro giornate -, mancano le figure di riferimento nei settori maggiormente strategici.
Al Milan spiegano che la struttura resta e le deleghe sono state attribuite. È stata messa a punto una macchina organizzativa che gestisse la situazione in questa fase di transizione. Le attività ordinarie e straordinarie stanno procedendo regolarmente e non è mai esistito alcun rischio rispetto alle scadenze federali o regolamentari. Ma la realtà è che il Milan è ancora alla ricerca della sua identità. (ANSA).
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