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Retegui spezza i dubbi: “In estate andrò in Europa. Inter su di me? Rispondo così!”

Mateo Retegui è al centro delle voci di calciomercato dopo essersi messo in mostra nell’ultimo periodo con la maglia della Nazionale italiana dopo la convocazione fortemente voluta da Roberto Mancini. L’italo-argentino si è anche esposto su quello che sarà il suo futuro, possibile anche in Italia. Le parole:

SU DI LUI – “Sono un ragazzo tranquillo, dal profilo molto basso, che ama stare a casa, allenarsi, passare tempo con la famiglia, i suoi cinque cani e gli amici, guardare film e serie tv. Se dovessi usare una parola, direi semplice”.

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SULLO STUDIO DELL’ITALIANO – “Lo sto già facendo. In realtà lo capisco perfettamente e lo parlo già. Ma siccome sono un perfezionista, mi vergogno a farmi sentire fino a che non lo parlerò davvero bene. Lo stesso per l’inglese”.

CITTADINANZA DI CANICATTI’ – “Lo scopro da lei adesso. Bellissimo, ne sarei orgoglioso. Quando torno in Italia voglio andare a visitare quelle zone».

FUTURO IN EUROPA – “Sì, il Presidente Melaraña ha detto che a luglio potrebbe essere probabile che io venga ceduto. A me piace molto l’idea, è un sogno per tutti quelli che giocano a calcio, i più grandi sono in Europa.

QUALI SQUADRE GLI PIACCIONO – “Ah, tante. Ci sono grandissimi club, mi piacciono tutte”.

INTER SU DI LUI – “Non c’è niente di concreto e non so cosa stia succedendo, è papà che si sta occupando del futuro. Io con la testa sono al 100% sul Tigre. Giovedì (due giorni fa, ndr) esordiamo nella Copa Sudamericana in casa contro i brasiliani del San Paolo, poi domenica saremo in trasferta contro il Godoy Cruz. La mia attenzione è tutta qui”.

MANCINI – “Con lui abbiamo poi parlato tanto a Coverciano, soprattutto di tattica e di come lui intende giocare. Devo ringraziare lui, tutto lo staff tecnico e i miei compagni per come mi hanno accolto e fatto sentire. Non mi sarei mai immaginato di vivere tutto questo. Ho provato a sfruttare al massimo ogni giorno per conoscere l’ambiente e iniziare a capire meglio il calcio europeo, che è molto diverso da quello argentino: è più veloce, dinamico, intenso. Si adatta a me, mi piace molto. Adesso l’obiettivo è di prepararmi ancora meglio a livello fisico e mentale se l’Italia mi dovesse richiamare”.

A CHI SI ISPIRA – “Tanti che guardo e che ammiro. Erling Braut Haaland del Manchester City è uno di quelli, un 9 letale che mi piace tantissimo. Poi Robert Lewandowski, Zlatan Ibrahimovic, sono tutti molto completi e dei leader”.

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