Le vigilie delle notti di Champions League portano sempre con sé emozioni di ogni genere. Per tutti i tifosi. Sarebbe riduttivo raccoglierle tutte sotto il grande cappello della fantomatica “ansia”. No, le notti di Champions sono molto più complesse di così.
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C’è la Paura, quella di poter buttare via un’occasione che Pioli e i suoi ragazzi si sono costruiti sul campo. Che si sono meritati con grandi prestazioni nella massima competizione europea. La paura di non approcciare la gara nel modo giusto, di essere puniti da un episodio.
Mix di emozioni
La paura irrazionale che gli dei del calcio siano “distratti” domani sera, e si dimentichino di guardare gli sforzi di una squadra che, nei suoi alti e bassi, nell’inspiegabile altalena di prestazioni di quest’anno, ha dimostrato di poter fornire grandissime prestazioni.
C’è la Speranza. La speranza che il Milan sfrutti questa occasione per tornare veramente a casa sua. Fra le grandi 4 d’Europa. La speranza che gli stessi dei del calcio di cui sopra si ricordino di Istanbul. Del credito che i rossoneri possono vantare nei loro confronti in questa città.
Poi la speranza che, a distanza di 11 anni dall’ultima apparizione ai quarti di finale, il Diavolo si ricordi della sua natura europea, note magiche di quel magico inno risveglino tutto il potenziale sopito della squadra di Pioli.
C’è la Concentrazione. Domani, a scuola, sul lavoro, nei bar e nei ristoranti di Milano e Napoli, un pensiero sarà inevitabilmente rivolto alla sera, a San Siro. Ogni tifoso ha i suoi riti e le sue scaramanzie, e, potete scommetterci, saranno tutti rispettati alla lettera. La concentrazione consapevole che ognuno deve fare la sua parte. Perché il calcio non é solo uno sport, ma non stiamo qui a ripetere l’ovvio. I calciatori giocano, i tifosi fanno tutto il resto.

C’è, anche se è difficile da vedere, la Felicità. Se a Napoli una città intera sta già festeggiando un meritatissimo scudetto che manca da 33 anni, e si gode i suoi beniamini mentre lottano per un obiettivo unico nella storia del club partenopeo, a Milano la felicità prende la forma dei ricordi.
I Milan di Ancelotti, di Shevchenko, di Kakà, di Maldini capitano, di Capello e Sacchi, e di tutti i grandi eroi del passato, tornano alla mente suscitando in ogni tifoso un sorriso di dolce malinconia, seguito dalla consapevolezza di essere di nuovo lì. Come Michael Jordan in Space Jam, “Vediamo se mi ricordo ancora come si fa”.
Godersi il momento
E ancora, c’è lo sforzo di non illudersi. C’è la volontà di godersi il momento, c’è la consapevolezza che 3 italiane ai quarti sono un bellissimo segnale per il nostro campionato.
Non ci resta che mettere tutto insieme, senza nemmeno fare ordine tra queste emozioni, e godersi un momento che in casa rossonera mancava da tanto, troppo tempo. Buona partita a tutti, godiamocela.
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