Tutto facilissimo. Il telegiornale fa i servizi sul cinema americano che, incredibile, si parla solo di “La febbre del sabato sera”, “Flashdance” e “Notting hill” o di quel film dove Sharon Stone accavalla le gambe o di tutti i film di Spielberg o della saga di Matrix e tutto qua. Mai visto un servizio del telegiornale diverso davvero. Sembra che non esistano altri film americani, praticamente.
Che poi questo fa proprio pensare.
Allo stesso modo, curiosità: dopo i big match del Milan, il telegiornale insiste sempre con dei servizi in cui il Milan vince. Ma vince quasi tutte le volte davvero. Che poi, se ci pensate bene, è un fatto un po’ curioso.
Anche perché spesso il Milan è come se gira per la strada con un cartello sulla schiena dove c’è scritto “Sfavorito” e tutti fanno le foto alla schiena. Anche nei derby parte sempre sfavorito, o anche con il Napoli era sfavorito, per dire. Ma non è questo il punto però, la cosa è un’altra.
Gennaio a parte che è un discorsaccio, il Milan parte spesso sfavorito perché con le squadre più piccolette – e non è l’unica delle big con questo vizio – stecca, quando nei paraggi ci sono i partitoni considerati più importanti all’orizzonte. Infatti avete visto cosa è accaduto di facilissimo in queste due settimane di Serie A, credo. Cioè, i piccoli dettagli fanno la differenza. Soprattutto se sono grandi.
Voglio dire, intanto pare ritrovata una bella identità difensiva. Non come quei film di Terry Gilliam per capirci. Invece pare proprio che i difensori del Milan con Maignan sappiano tutto di tutti e tutto di loro stessi. Anche perché fai riposare Tomori e fai riposare Kjaer e trovi Kalulu e pure Thiaw, in questo sistema funziona tutto. È che si dice tutte le volte che il Milan non trova alternative credibili a Giroud e che non può stare senza Leao e tutto questo sembra una lagna, quando invece è così, perché è tutto vero che non c’è soluzione, in norma, con i ricambi offensivi.
Cioè, Pioli deve fare turn-over e deve sacrificare qualcosa nelle sfide contro le squadre del lato destro della classifica, nelle settimane toste. Capite, è un dovere. Ma capita sempre che c’è una bella inconsistenza totale in area di rigore mista ad una sterilità preoccupante, in avanti. Infatti finisce sempre che i confronti con i club dove dovrebbe essere tutto più facile, alla fine, sono ultra-difficili. E ora c’è pure il Lecce.
Così non è mai facile.
E magari le partite fossero già arci-complesse da capo contro avversari tutti tracotanti, ecco cosa ci vorrebbe al Milan. Sarebbe proprio facilissimo tutto quanto, poi.
Peccato che la realtà e la vita sono composte da tutte cose facilissime, invero, e tutto questo sembra una tragedia.

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