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Ibrahimovic ricorda Raiola con il sorriso: “Mino non mi avrebbe fatto smettere, sapete perché? Ora vi dico…”

ibrahimovic

Finisce il campionato, si conclude la carriera di Zlatan Ibrahimovic. Un personaggio irripetibile, campione impareggiabile e simbolo di cosa vogliano dire passione e dedizione. Alla soglia dei 42 anni il fenomeno svedese ha deciso di dire basta. Troppi gli infortuni degli ultimi due anni, anche per un gladiatore come lui. Una carriera da vincente, vissuta da assoluto protagonista ovunque sia andato. Nel 2020 aveva deciso di tornare al Milan, più per sfida personale, in modo da chiudere in Europa e non in America. Ibra, tuttavia, si è subito reso conto che la sua missione sarebbe stata un’altra, risollevare il Diavolo.

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Come ben noto, impresa riuscita. Nel giro di due anni Ibrahimovic ha saputo trasmettere i valori dei colori rossoneri ai tanti giovani della rosa, creando la mentalità giusta che ha condotto allo Scudetto di un anno fa. Tanti i momenti memorabili della sua vita calcistica, per ultimo il commiato di ieri sera. Un Ibrahimovic inedito, in preda alle lacrime e all’emozione, impossibili da trattenere. Del futuro non c’è certezza, come confermato da lui stesso nella conferenza post-partita.

Un fiume di parole in cui ha trovato posto anche il suo amico ed ex procuratore, il compianto Mino Raiola, scomparso il 30 aprile 2022. Un ricordo dolce, commosso ma anche divertente, con la solita ironia del campione cresciuto a Malmo.

Tutto ciò che ho fatto l’ho fatto con Mino, anche fuori dal calcio. Ero da solo, non avevo qualcuno al mio fianco. Sono molto riservato sulle mie cose, ma con Mino le ho condivise. È successa la sua tragedia e non è più stata la stessa cosa. Se fosse stato per lui avrei dovuto continuare a giocare a calcio perché voleva la commissione… Scusa Mino, ma è la verità”.

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