PRIMA PAGINA

Grazie Presidente – Fotografie di una storia gloriosa: la serata che diede il via all’immortalità

Al Camp Nou di Barcellona un “red carpet” lungo 90 minuti

Che cos’è l’immortalità? È possibile definirla un concetto al quale tutti noi mortali ci aggrappiamo e aneliamo. In quanto concetto, ognuno di noi può esserlo realmente. Creare qualcosa che vada oltre la morte corporale e sopravviva al tempo terreno accompagnando l’esistenza di chi continua ad essere vivo tra i vivi.

Per Pitagora è l’uomo ad infliggersi la pena della mortalità nel momento in cuoi vive di timori. Diventerà immortale solo grazie a desideri. Silvio Berlusconi ha regalato a tutti i tifosi rossoneri il dono dell’immortalità grazie alla sua visione, al suo desiderio ad un sogno che ad occhi mortali e terreni sembrava impossibile e invece…

LEGGI QUI – Grazie Presidente – Fotografie di una storia gloriosa: Sacchi, la scelta geniale

Vorremmo costruire una squadra che duri nel tempo, soprattutto una squadra che possa ritornare con stile, con classe e con cuore sulle scene nazionali e internazionali”. Questa la missione dichiarata senza alcun timore subito dopo l’acquisto del Milan. Alla sua prima discesa in elicottero a Milanello, difronte alla squadra pronunciò quella frase che per molti poteva pesare come un macigno sul senso di responsabilità. Mentre con la passione travolgente di un innamorato, gli occhi sognanti di un bambino e la tenerezza di un padre che ama e si fida dei propri figli, disse:

Il Milan dovrà scendere in campo sempre seguendo una missione: essere padroni del campo e comandare il giuoco”.

Quando tutto ebbe inizio

Pur doloroso quanto vogliamo ma la fine di un percorso di vita è identificabile in una data e luogo. E l’immortalità? Nel caso del Milan di Silvio Berlusconi è possibile definire momento e scenario dal quale il concetto di immortalità inizia a prendere forma e a fondersi nella mappatura genetica di ogni appassionato di calcio e tifoso del Milan.

Mercoledì 24 maggio 1989. Teatro dell’evento lo Stadio Camp Nou di Barcellona. Era la fine degli anni ’80 e il Milan di Silvio Berlusconi incarna perfettamente il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” che iniziava a germogliare in quell’Europa che lui stesso avrebbe voluto conquistare calcisticamente. Con l’avvento del riformista Michail Gorbacev alla guida dell’URSS nel 1985, iniziò un epocale processo di liberalizzazione e modernizzazione che avrebbe portato, di li a poco, al crollo di tutti i regimi totalitaristi dell’est Europa.

Dopo l’autunno delle nazioni del 1848, il mondo si apprestava a vivere la primavera delle nazioni. Nel 1989 tutti i regimi comunisti furono rovesciati tra cui quello di Nicolae Ceausescu. L’allora dittatore della Romania viveva gli ultimi crepuscolari momenti della sua sanguinosa dittatura che lo avrebbe portato ad essere condannato e giustiziato nel dicembre dello stesso anno.

Tra il Milan e l’inizio dell’immortalità, la squadra del regime. La Steaua Bucarest allenata da mister Iordanescu. Non una squadra materasso bensì un gruppo di talentuosi calciatori che già tre stagioni prima si erano laureati Campione d’Europa battendo, oltre ogni pronostico, il Barcellona nella finale di Siviglia. Un caso? Per niente. Prima di tornare in finale contro il Milan, la Steaua raggiunse la semifinale dell’allora Coppa Campioni anche nella stagione precedente.

Una folla oceanica testimone di un trionfo

Come nel 1986, anche il 24 maggio 1989 era impossibile aspettarsi una congrua presenza di tifosi rumeni a causa delle restrizioni sull’espatrio imposte dalla dittatura di Ceausescu. La Rambla come i Navigli, placa de la Sagrada Familia come Piazza del Duomo ma soprattutto il Camp Nou come San Siro. Barcellona e l’Europa pallonara intera, assistettero ad una migrazione oceanica senza precedenti.

Cento mila cuori milanisti bardati di rossonero ad invadere la capitale della Catalogna e a gremire il Camp Nou in ogni ordine di posto già dalle prime ore di quel caldo pomeriggio di maggio. Non era solo una finale, la prima dell’epopea berlusconiana, quella sfida aveva tutti i crismi dell’inizio di qualcosa di importante. Qualcosa di nuovo. Novanta minuti era il tempo che separava un intero popolo da una coppa che rappresentava un godurioso dettaglio e l’Immortalità.

Quando l’arbitro tedesco Tritschler diede il via alle ostilità (in perfetto linguaggio giornalistico di allora), il manto erboso si trasformò nel palco del Grand Opera. A volteggiare in sinuosi ed eleganti volteggi e coreografie non c’erano étoile come Rudolf Nureyev, Svetlana Zacharova, Carla Fracci e Roberto Bolle.

In una candida divisa bianca, simbolo di purezza, libertà e nuovo inizio emozionavano e appagavano il gusto estetico di tutti gli étoile: Franco Baresi, Paolo Maldini, Roberto Donadoni, Ruud Gullit, Marco Van Basten. Capo coreografo Arrigo Sacchi e Direttore Generale un esteta, un visionario, la personificazione delle emozioni, Silvio Berlusconi.

Uno dei monumenti della storia di questo sport e figlio di un calcio che ai tempi fu giudicato visionario, Johan Cruijff, disse: “Complimenti a tutti. Mai, né come giocatore né come tecnico, ho visto una tale mobilità di manovra. Nemmeno il mio Ajax!”.

La cronaca del match? Pura formalità. Tre gol a fine primo tempo con la doppietta di Gullit e gol di Van Basten. Poker messo a segno ancora dal cigno di Utrecht, vero grande e unico amore calcistico di Berlusconi ad inizio ripresa. Poi fu solo alternanza di accademia in campo, strombazzamenti, cori e ola sugli spalti un intero popolo, quello milanista, incredulo davanti a tanta bellezza.

Prima Coppa Campioni alzata al cielo e la consapevolezza che la storia avesse donato a quella squadra, sua creatura, un pennarello indelebile con il quale scrivere pagine e pagine di trionfi. E proprio in questi giorni che la mente parte per un lungo viaggio tra ricordi e riconoscenza

“Te lo ridico ancora per impararlo a memoria, in questi giorni impazziti di polvere di gloria. E lo ripeto ancora fino a strapparmi le corde vocali, ora che stiamo qui: NOI SIAMO GLI IMMORTLI”.

Grazie Presidente Berlusconi

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!