George Weah. Due parole, un nome e un cognome sufficienti per suscitare emozioni pure e fortissime nei cuori e negli animi dei tifosi rossoneri di tutto il pianeta. Re George ha illuminato San Siro tra il 1995 e il 2000, contribuendo alla conquista di due Scudetti e alzando Pallone d’oro e Fifa World Player nel 1995.
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Momenti, gesti e fotografie rimate impresse nella memoria collettiva non solo del mondo Milan, ma di chiunque si professi amante del gioco. Indimenticabile, ad esempio, la sua rete più iconica, quella realizzata all’Hellas Verona nel 1996, con un assolo da una porta all’altra, portandosi dietro mezza squadra avversaria.
Oggi, Weah non ha più il calcio tra i primi pensieri che lo accompagnano durante il giorno, ma il benessere e la cura del suo paese d’origine. Dal 2018, infatti, è presidente della Liberia, sua terra natale. Il pallone, in ogni caso, non poteva che continuare a fare parte della sua vita. Suo figlio Timothy è un ottimo calciatore e il suo futuro, dopo essere cresciuto tra le fila del PSG ed essersi fatto conoscere nel Lilla, è alla Juventus.
Papà George, a proposito del trasferimento di Timothy a Torino, sponda bianconera, ha voluto esprimere la propria felicità attraverso un’intervista rilasciata a Sportweek, non nascondendo la sua passione per la vecchia signora e ribadendo il suo legame con l’Italia.
“Tifo Juve, non l’ho mai nascosto, neppure quando giocavo nel Milan, che pure consideravo un’altra famiglia. La mia seconda famiglia calcistica dopo il Monaco. Ma mi sono innamorato della Juve di Platini e non posso farci niente. Speravo tanto in Timothy alla Juve. Sapevo che stava parlando con alcuni club europei e il fatto che abbia trovato l’accordo con la Juve mi ha reso veramente felice. Anche perché il nostro legame con l’Italia è profondo, io e il mio figlio maggiore George parliamo spesso fra di noi in italiano. Timo è nato a New York, ma ha respirato questa aria”.
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