Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan, è stato intervistato a Radio Serie A dove ha raccontato dei retroscena sull’addio in rossonero. Ha giocato per ben 17 stagioni con la stessa casacca e ne è diventato il capitano dopo l’addio al calcio di Paolo Maldini. Tatticamente molto duttile, fisico e dotato di grande intelligenza, un giocatore moderno a tutti gli effetti. Nonostante i tanti anni passati a Milano, Ambrosini ha criticato il modo in cui la società gli ha dovuto dare una triste comunicazione. Di seguito le sue parole e il retroscena con Adriano Galliani:

“A mio modo di vedere c’è stata una gestione poco attenta. Avevo 37 anni ed era giusto che loro pensassero ad altro come era giusto che lo comunicassero in maniera totalmente diversa, forse poi se ne sono resi conto. Anche il dopo, potevano darmi un’importanza superiore. Mi è stato comunicato in due momenti diversi: vinciamo a Siena e ci qualifichiamo in Champions. Il giorno dopo ho chiamato Galliani, per me non era concepibile che lasciassi il Milan. Lui mi ha detto che c’era Cristante che stava giocando di più. Dopo due settimane mi arriva la chiamata di Galliani che mi dice: “Guarda Massimo…”. Ero tristissimo, ho finito a 492 presenze e il mio sogno era quello di arrivare a 500, ma non era tanto quello, io non mi vedevo altrove.
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