PRIMA PAGINA

Inter-Monza, “Rapuano non ha convinto sui rigori”. Il curioso caso dei nerazzurri

Manita Inter contro il Monza. Nerazzurri straripanti contro i brianzoli. Nella giornata di ieri sono finiti sotto osservazione alcuni episodi che hanno fatto discutere. Primo su tutti il fuorigioco di anca di Pessina, sinonimo di un sistema tecnologico sempre più minuzioso e millimetrico che, per quanto non se ne dica, sta innalzando un polverone senza precedenti. L’ex arbitro Luca Marelli è dubbioso sulla direzione di gara di Rapuano, secondo lui alcune scelte non sono state prettamente corrette. Sul secondo penalty assegnato al biscione ha dichiarato:

LEGGI QUI – Sfuriata senza precedenti: “Chiediamo a gran voce le dimissioni di Rocchi”

Inter
Inter

“Una parte ci riporta ai concetti espressi da Allegri: il giudizio è del tutto soggettivo. Il contatto c’è ma è molto leggero. Bisogna prendere una decisione definitiva: o tutti i contatti in area di rigore sono penalty, e allora ne avremo 200 a campionato, oppure questi non possono essere calci di rigore. A me non sembra rigore”.

Il pensiero personale

È il caso di parlare del curioso caso dei nerazzurri, forse paragonabile al curioso caso di Benjamin Button, e se la misurassimo in grandezze una è inversamente proporzionale all’altra ma per gli uomini di Inzaghi è l’opposto. Sono 10 i rigori assegnati in soli 20 giornate, con questo nessuno vuole sminuire la forza e la rosa dell’Inter, ad oggi la più attrezzata per vincere il campionato. Il tecnico ex Lazio sta svolgendo un lavoro straordinario basato su automatismi e rotazioni in cui chiunque arrivi riesce a dare il suo contributo. Restano, però, dubbi i molti episodi chiacchierati che incidono sul bottino finale. Dal fallo non fischiato di Bisseck alla plateale “spallata di Bastoni” su Duda.

In pochi ricorderanno l’annata della “rigorista”. Un accusa social becera nei confronti del Milan, meritatamente primo in classifica avvantaggiato secondo molti per i numerosi rigori ricevuti. Parliamo di falli plateali chiaramente sotto gli occhi di chiunque abbia nozioni di calcio. La narrazione non venga fatta passare come la medesima. Lo stesso Rocchi dovrebbe fare un dietro front e sopperire ai danni sempre più evidenti dove la soggettività può intaccare i percorsi dei club. Mischiare campo e politica non è mai la soluzione adatta ma forse rischia di fare la differenza.

Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!