Charles De Ketelaere ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi trattati dal trequartista belga, come ad esempio il suo momento di forma, il passaggio dal Milan all’Atalanta e le aspettative per il futuro. Queste le sue dichiarazioni:
Sui dubbi sulle proprie potenzialità:
“Se ho mai dubitato? Direi una bugia rispondendo no. Ma poi è il lavoro che mi porta a non dubitare e a essere sereno, come dicevo prima. Mi ha aiutato a non perdere fiducia in me stesso”.
Sul suo momento di forma:
“Do tutto quel che ho, e posso dare ancora di più. Ma sento che sto crescendo e non mi meraviglia: quello che dai, lo ricevi indietro quasi sempre. Non mi sono mai sentito così bene. Dipende da come si lavora qui, ma è anche questione di crescita naturale: a 22 anni sei più forte di quando ne hai 20”.
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Sul momento che ha dato la scossa:
“Non c’è stato un solo “clic”: uno scatto quando ti senti meglio tu, uno quando entri in sintonia con i compagni, uno quando metti in fila diverse buone partite. Fu così anche al Bruges”.
Sulla scelta dell’Atalanta:

“Ci ho pensato un po’, certo: non era una scelta qualsiasi. Ma difficile no, perché tutti, a cominciare dal mister e dal direttore D’Amico, mi hanno fatto sentire subito e sempre la fiducia giusta. E poi vedere giocare l’Atalanta mi era sempre piaciuto. C’erano anche altre opzioni, ma non le ho mai considerate: o Milan, o Atalanta. Nerazzurro? Mi dicono tutti che sono i colori che mi stanno meglio”.
Su Gasperini:
“Con i suoi consigli tecnici e tattici ha fatto evolvere il mio modo di vedere il calcio. Mi ha detto subito: “In campo devi essere protagonista. Chi segna o fa un assist lo è di sicuro, ma puoi esserlo anche con un pressing fatto bene, giocando bene da attaccante”.
Sul nuovo ruolo da attaccante:

“Già al Bruges, dove giocavo in vari ruoli, sentivo di poterlo essere. Ora lo so: mi sento molto meglio così, da punta”.
Sulle vittorie contro il Milan:
“Non ho pensato “Non mi avete capito”, ma certo quando abbiamo battuto il Frosinone non ero così contento, questo sì. Non era una sensazione negativa, però so cos’è il Milan, dunque anche cosa significa batterlo”.
Sul futuro:
“È gennaio, c’è ancora tempo. Oggi penso solo che quel che accadrà non dipenderà soltanto da me e a me hanno insegnato che devo pensare solo alle cose che posso “controllare”: il prossimo allenamento, la prossima partita. E il fatto che sono molto contento di essere qui all’Atalanta”.
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