Il Milan deve prendere ispirazione da Jannik Sinner. No, ovviamente Leao non inizierà a giocare a tennis, così come Theo Hernandez non vincerà gli Australian Open e Calabria non trascinerà l’Italia alla vittoria in Coppa Davis. Il Milan deve essere come Sinner per altri motivi. Lucidità, freddezza, precisione, calma e pazienza. Magari, possibilmente, portando queste doti all’altezza del dischetto. Quelle che sono mancate sabato sera dagli 11 metri.
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Questione di sfortuna, anche. L’arte del penalty è il segmento calcistico più imprevedibile e strano dell’intero gioco. Un universo a sé stante, all’interno del quale non è detto che il più forte lo sia anche di fronte al portiere. Leao, per esempio. Di gran lunga il calciatore più forte e talentuoso della rosa e, forse, dell’intero campionato, Rafa non calcia i rigori. In carriera si è presentato dagli 11 metri solo una volta, con la maglia del Portogallo, sbagliandolo.
Domenica sera, durante l’intervista di cui è stato protagonista a Che Tempo Che Fa, ha detto di voler battere il prossimo. Pioli non è convinto, avendo detto esplicitamente che non è il suo forte. Allora, probabilmente, si andrà da Pulisic, con uno score di 9 su 9 in carriera, oppure da Kjaer. Alla fine, magari, si rimarrà sulla coppia francese. Ci sarà tempo per pensarci.
Il Milan deve essere come Jannik Sinner. Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta. Sotto di due set e fisicamente surclassato dal gigante russo, Daniil Medvedev, il tennista di Sesto Pusteria sembrava sul punto di crollare. “Sono morto” ha detto ai suoi allenatori a metà del terzo set. Poi, si è abbattuto un uragano su Melbourne. Non ha mollato, ha creduto nelle sue capacità e un passo alla volta ha scalato la montagna.
Il Diavolo ha ancora qualche chance di vincere lo Scudetto? Sono poche, questo è evidente. Nel 2022, tuttavia, la situazione era simile. La rimonta è stata stellare e insperata. Questa volta, c’è di mezzo anche la Juventus che, al momento, sembra essere l’unica antagonista dell’Inter. 8 punti di distacco sono tanti, potenzialmente 11 se i nerazzurri vincessero il recupero contro l’Atalanta. Domenica sera, però, c’è lo scontro diretto.
Aver perso punti contro il Bologna non ha fatto bene al Diavolo. Ogni occasione persa di accorciare è un’opportunità in meno di raggiungere la cima dell’Everest. Il campionato è ancora lungo. Ora è vietato sbagliare, ma è giusto credere. Un centimetro alla volta, senza guardare troppo avanti. Ah, dimenticavo. C’è sempre l’Europa League. Perché non puntarci? Provare è d’obbligo. Poi, chissà. L’importante è fare come Jannik Sinner.
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