Il mondo odierno è ricco di sorprese. Talvolta piacevoli. Talvolta spiacevoli. L’episodio accaduto a Roma lo scorso autunno, nel mese di novembre, ha dell’assurdo, soprattutto se pensiamo che la vittima, come spesso purtroppo accade, è una donna. Una giovane impiegata della società A.S. Roma è stata infatti licenziata, dopo 10 anni, per quello che la società giallorossa ha definito una incompatibilità ambientale.
Come riportato da “Il Fatto Quotidiano“, però, qualcosa non torna nella ricostruzione della società. La giovane dipendente, infatti, sarebbe stata vittima di revenge porn: nello specifico, un giocatore della Primavera le ha sottratto il cellulare, preso in prestito con la scusa di chiamare il proprio procuratore, per impossessarsi di un filmato intimo che la ritraeva in compagnia del fidanzato. Il video è stato conseguentemente inoltrato sul gruppo della squadra, creando così una reazione a catena per la quale dipendenti, dirigenti, calciatori e addetti ai lavori hanno anch’essi visionato il video stesso, alimentando una serie di commenti a sfondo sessuale nelle chat interne della società e sui social.
LEGGI QUI – San Siro, Sala: “Se le squadre lasceranno questa sarà l’ipotesi più probabile”

L’avvocato Vitali, responsabile legale della società dei Friedkin, ha definito la situazione una incompatibilità ambientale in quanto il video è stato visto da gran parte del club, rendendo “incompatibile la prosecuzione del Suo rapporto di lavoro con il sereno e regolare andamento dell’attività delle Società“. La lettera si conclude con il riconoscimento del pagamento dell’indennità per il mancato preavviso. Poi la giovane ragazza è stata accompagnata ai cancelli dagli uomini della sicurezza.
La società ha rifiutato qualsiasi spiegazione o commento. Nonostante la confessione del ragazzo, il calciatore non è stato nemmeno sospeso e aspetta di esordire in Serie A.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X!
