Metà precampionato è ormai alle spalle, dunque è possibile trarre le prime parziali considerazioni relative a Paulo Fonseca e al suo operato. Il tecnico portoghese è stato accolto da un forte scetticismo collettivo. Tuttavia gli ottimi risultati maturati nelle due amichevoli contro Manchester City e Real Madrid hanno riportato un po’ di ottimismo attorno all’ambiente rossonero. A circa due settimane dall’inizio del campionato, quali sono gli aspetti che sembrano essere già stati assimilati dalla squadra e quali sono invece quelli su cui bisogna lavorare maggiormente?
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Innanzitutto l’aspetto che può confortare maggiormente i tifosi consiste nel fatto che la squadra in campo sembra avere già le idee chiare. Nella conferenza di presentazione il mister aveva espresso il desiderio di costruire una squadra aggressiva, offensiva e capace di imporre sempre il proprio gioco. Ed è proprio questo che si è visto nelle due uscite contro Real e City. La sensazione iniziale è di essere tornati ad uno stile di gioco simile al primo Milan di Pioli, quando la squadra pressava alto, con decisione e mantenendo una linea difensiva sempre abbastanza alta. Tutti questi concetti sono stati messi in mostra anche dal Milan di Fonseca.
Un aspetto che è maggiormente enfatizzato con il tecnico portoghese è il possesso palla. I rossoneri alternano lunghe fasi di lenta circolazione della palla con il reparto arretrato, portiere incluso, in attesa di trovare lo spazio giusto per la verticalizzazione. Questo concetto al momento sembra essere portato molto all’estremo, dato che si sono viste alcune azione in cui la difesa del Milan ha tenuto la palla anche per più di un minuto consecutivamente.

Il trequartista diventa ancora più importante. I suoi movimenti tra i reparti devono essere in grado di facilitare il passaggio in verticale. Liberali ha mostrato ottime qualità sotto questo punto di vista. Proprio per questo motivo non è affatto da escludere che il mister possa valutare l’impiego di Pulisic da trequartista centrale, spostando Loftus-Cheek tra i mediani. Questo permetterebbe a Chukwueze di avere maggior minutaggio, e valorizzerebbe anche Saelemaekers. Anche il centravanti sembra molto più al centro della manovra. Già con Colombo e Nasti da prima punta si è vista la tendenza ad arretrare molto per dialogare con i compagni. Quando Morata sarà a disposizione questo movimento dovrebbe essere ancora più accentuato.
Tra gli aspetti da sistemare maggiormente c’è il reparto arretrato. Specialmente con il Manchester City e il Rapid Vienna la squadra ha concesso qualche spazio di troppo a centrocampo. Uno storico punto debole della fase finale dell’era Pioli. Inoltre Tomori, Thiaw e Kalulu hanno evidenziato qualche lacuna di troppo nell’impostazione della manovra. L’arrivo di Pavlovic, unico centrale mancino della rosa, potrebbe rivelarsi molto importante.
L’attacco rossonero è riuscito a creare molte occasioni in queste prime tre partite, e forse non è riuscito a capitalizzare del tutto le tante occasioni create. Anche questo difetto è presente da anni nel Milan, sarà interessante vedere se Fonseca riuscirà a risolvere questa caratteristica della squadra. Ovviamente ci sono anche tante altre incognite: bisogna valutare se la squadra riuscirà a restare tranquilla e a proporre il proprio gioco anche quando la condizione fisica o mentale non sarà al massimo. Riusciranno Leao e Pulisic a pressare con intensità senza sacrificare la fase offensiva? Le domande sono ancora tante, ma senza dubbio tutto il mondo Milan può continuare a lavorare con un pizzico di serenità in più rispetto a qualche settimana fa.
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