La testa è già a sabato prossimo. Non c’è tempo per pensare, tantomeno per guardare indietro, fossilizzandosi su come sarebbe potuto e dovuto andare il debutto contro il Torino. Non importa. Il passato resta nel passato. Contano presente e futuro. Quello immediato ha un nome ed è quello del Parma. La neopromossa ha iniziato con un buon pareggio in casa con la Fiorentina. Al vantaggio di Man ha risposto la splendida punizione di Biraghi. Al Tardini, dunque, non sarà facile, soprattutto perché la pressione sarà tutta dalla parte del Milan e di Fonseca. Anche se siamo solo ad agosto è già vietato sbagliare.
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Sicuramente il Diavolo visto opposto ai granata non sarà sufficiente nemmeno contro i ducali allenati da Fabio Pecchia. La squadra è rodata e pochi mesi fa ha dominato la Serie B. Il Milan dovrà dare seguito alle prestazioni viste negli Stati Uniti, ripartendo dalla reazione avuta sabato sera.
L’unica certezza, tuttavia, è che l’11 visto con il Torino non si rivedrà più, almeno nell’immediato. Il perché è presto spiegato. Theo prenderà il posto di Saelemaekers. Reijnders tornerà in mediana e Gabbia in difesa al posto di uno spaesato Thiaw. Poi, ci sono i nuovi acquisti. Morata sarà il punto di riferimento in attacco, supportato da Leao, Pulisic e Loftus-Cheek. Emerson Royal, se non già sabato, troverà spazio, così come Pavlovic in difesa e Fofana a centrocampo. Quest’ultimo sarà fondamentale per creare filtro tra le due fasi, importantissimo per evitare di subire gol con troppa facilità.
Insomma, la formazione titolare verrà stravolta in almeno tre undicesimi, con il tempo anche sei. Quello di sabato sera non è stato il vero Milan di Fonseca, atteso al varco a partire dalla trasferta di Parma, la casa di Pioli.
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