PRIMA PAGINA

Milan, l’ex giocatore duro: “Leao? È una palla al piede, deve andarsene!” 

Paulo Fonseca non è l’unico protagonista del Milan al centro della critica. Con lui è presente anche Rafael Leao. Il portoghese al triplice fischio finale si è lasciato trasportare da un pianto nervoso, poco dopo aver zittito un tifoso, a seguito dell’assist per il momentaneo pareggio di Christian Pulisic. In un primo momento il gesto sembrava essere un attacco alla Curva Sud, per questo il classe ’99 ha successivamente pubblicato una storia sul suo profilo Instagram per fare chiarezza sull’accaduto: “Il gesto non è mai stato e non sarà mai per la Curva Sud“.

Leao ha successivamente continuato: “Loro mi hanno sempre supportato nei momenti più difficili, e probabilmente sono gli unici veri tifosi che ci accompagnano nei momenti più difficili. Vedi alcune opinioni di tifosi del Milan che per me sono disumane. Credo che siano più fan di internet. Il gesto è andato ad un tifoso specifico che nel momento in cui stavamo perdendo ha fatto un commento negativo. Nessun giocatore del Milan entra in campo per giocare male di proposito. Onoriamo questa maglia dall’inizio alla fine di ogni partita“.

LEGGI QUI – Adli potrebbe rimanere in Italia. Un club di Serie A pronto ad affondare il colpo

Leao
Leao

Bocciato da tutti i quotidiani sportivi il numero 10 si trova nel mezzo di un vero e proprio uragano mediatico. Le critiche però non piovono solo dai sostenitori del Diavolo e giornali, ma anche da ex giocatori. È il caso dell’ex difensore Ziliani, che ha commentato sul suo profilo X la disfatta contro il Parma, lanciando un duro attacco all’attaccante del Portogallo. Di seguito le sue parole:

Sono passati cinque anni e il Milan è ancora prigioniero dell’equivoco Leao: dovrebbe essere la stella, è (quasi sempre) la palla al piede. Era meglio voltare pagina. Detto che la partenza disastrosa dei rossoneri non ha colpevoli particolari (Fonseca se n’è assunto la piena responsabilità), aver eletto il portoghese a faro e frontman della squadra è stato un vero suicidio: Rafa non è Rivera né Baresi né Kakà, sarà sempre quel che era ieri e quel che è oggi a 25 anni e la verità è che sarebbe stato meglio dirsi addio, battere nuove strade e affidarsi a una nuova figura di leader“.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X