PRIMA PAGINA

Paolo Maldini rompe il silenzio: le dichiarazioni dopo l’addio alla Nazionale

Dopo diversi giorni di silenzio, Paolo Maldini è tornato a parlare della sua breve esperienza legata alla Nazionale Italiana, terminata in circostanze controverse prima ancora del suo effettivo insediamento.

L’ex capitano e dirigente del Milan ha raccontato al Corriere della Sera il proprio punto di vista, soffermandosi soprattutto sul modo in cui è stato interpretato il suo atteggiamento e sulla volontà di svolgere sempre i ruoli che gli vengono affidati con piena responsabilità.

LEGGI ANCHE – La FIFA difende Infantino: “Sforzo concertato per indebolire il presidente”: la nota ufficiale!

Maldini: “Se difendere il proprio ruolo significa essere intransigenti, allora lo sono”

Maldini ha spiegato di non essere particolarmente interessato ai giudizi degli altri, ribadendo però la propria esigenza di chiarezza e trasparenza nel lavoro.

“Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi dei cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene”.

L’ex difensore ha poi affrontato direttamente il tema dell’intransigenza, termine che secondo lui viene spesso associato al suo modo di lavorare.

“Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente”.

“Non sono attaccato alla poltrona”

Nel proseguo dell’intervista, Maldini ha sottolineato un altro aspetto che considera fondamentale: la propria libertà nelle scelte professionali.

“Però ho una fortuna, che mi viene dai miei 25 anni di carriera. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche”.

Per l’ex dirigente rossonero, infatti, ad avere realmente importanza non è il titolo ricoperto, ma la possibilità di poter incidere concretamente all’interno del progetto.

“Se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo”

Maldini ha infine spiegato cosa lo spinge ad accettare un nuovo incarico e perché ritenga fondamentale avere margini di responsabilità coerenti con il ruolo.

“Quello che mi porta ad accettare i ruoli è la possibilità di eseguirli, di dare il mio contributo. Mi dispiace che questa cosa sia vista come arroganza o intransigenza. Ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo”.

Parole che fotografano la posizione di Maldini dopo la brusca conclusione del progetto legato alla Nazionale e che ribadiscono un principio sempre sostenuto dall’ex capitano del Milan: accettare un incarico significa avere la possibilità e la responsabilità di svolgerlo fino in fondo.


Seguici anche sui nostri profili 
InstagramFacebookTik TokYouTube e X