Tammy Abraham si è presentato ai tifosi del Milan con un ottimo ingresso a partita in corso nel match di sabato sera contro la Lazio. Subentrato al 70° minuto al posto di Noah Okafor, il centravanti inglese ha subito distribuito, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, l’assist per il 2-2 di Rafael Leao con una bella sponda spalle alla porta. L’ex Roma è stato protagonista dell’ultima puntata di Face Off sul canale ufficiale YouTube del Milan. Ecco le sue parole.
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Sull’importanza della religione nella sua vita: “È una parte fondamentale, non siamo nessuno senza Dio. Anche prima di arrivare al Milan ho pregato ogni giorno nella speranza che potesse succedere qualcosa per me e non potrei essere più grato di essere arrivato in un Club cosi prestigioso”.
Sull’approdo al Milan: “È un sogno, un grande onore. Sono cresciuto seguendo questo fantastico club e le sue leggende. Ho giocato contro il Milan in passato e ora sono contento di giocare per loro”.
Sui suoi idoli: “Mio papà era tifoso dell’Arsenal, quindi io sono cresciuto guardando molte partite dell’Arsenal e Thierry Henry era uno dei miei idoli. È vedendo lui che ho voluto fare l’attaccante. Ancora oggi, cerco di copiare alcuni suoi movimenti. Però ci sono così tanti giocatori come Ronaldo il Fenomeno, Drogba, che ho avuto la fortuna di vedere giocare ogni settimana, ci sono cosi tanti grandi attaccanti e molti di questi hanno giocato in questo grande Club ed è bello che possa seguire le loro orme. Per quanto riguarda fuori dal campo, i miei genitori sono stati fonte di ispirazione tutta la vita, hanno fatto sì che rimanessi concentrato, così come mio fratello e mia sorella, per far sì che raggiungessimo i nostri obbiettivi. Li ringrazio”.

Sull’essere padre: “Da papà, la cosa più importante è esserci, essere sempre presente, aiutarlo, guidarlo nella sua crescita fino a diventare un uomo. Io sono qui per supportare i suoi sogni, lo stesso che hanno fatto i miei genitori con me e i miei sogni, e io lo far con lui. Qualsiasi cosa voglia diventare, spero un calciatore e un attaccante (ride ndr.). Ma qualsiasi cosa voglia fare nella vita io sarò lì a supportarlo e vederlo crescere”.
Sulla sua compagna Leah: “Prima eravamo amici, poi siamo diventati una coppia. Lei c’è sempre stata, nel bene e nel male. Da ragazzo sono diventato un uomo e lei era sempre pronta a supportarmi. È sempre stata dalla mia parte, mi ha sempre consigliato ed è una madre fantastica. La ringrazio per essere stata con me tutti questi anni e non vediamo l’ora di vivere insieme questo nuovo capitolo”.
Sulla sua infanzia: “Ero sempre motivato da piccolo, è una cosa che mi ha caratterizzato. Sapevo cosa volevo fare e ho sempre creduto in me stesso. Se potessi tornare indietro e parlare a me da bambino direi “Bravo! Hai sempre creduto in te anche quando gli altri hanno smesso di farlo, tu no”. Mi piaceva parlare, divertirmi, la vita è divertimento, va vissuta. Io sono sempre lo stesso solo un po’ più grande. Amo fare ciò che mi rende felice”.
Su Tomori: “Fikayo è un altro di cui potrei parlare per ore. Lo conosco da quando avevo 6 anni, siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuto diverse esperienze insieme. Ci siamo sempre stati l’uno per l’altro, le nostre famiglie sono sempre state amiche, e solo il fatto di arrivare in Prima Squadra, giocare in Premier League, venire in Serie A e adesso giocare nello stesso Club è davvero un sogno”.
Sulle sue origini nigeriane: “Molti miei amici sono nigeriani ed è bello condividere la cultura. Sono cresciuto in una zona con molti nigeriani, conosco la loro cultura. Sono stato in Nigeria qualche volta in passato e sarebbe bello tornarci presto. Mia mamma cucina sempre piatti nigeriani, ed è bello anche solo vedersi, ascoltare la musica e goderti la tua cultura”.
Sul fascino di San Siro: “Quando esci dal tunnel ti vengono i brividi. Senti la musica, i tifosi, ti guardi intorno e ti vengono i brividi. Sono cresciuto vedendo tanti giocatori giocare e segnare a San Siro. È stato bellissimo. Ora è il momento di segnare per questo grande Club”.
Sul suo primo gol a San Siro: “Se dovessi dire un gol che farebbe impazzire tutti sarebbe nel derby contro l’Inter. Tocco il mio primo pallone, segno e vinciamo la partita 1-0. E poi faccio festa con tifosi. È il mio sogno, vincere il Derby e segnare”.
Sull’infortunio al ginocchio: “Penso che nella vita si attraversino situazioni diverse. Per me è stato l’infortunio, alter persone affrontano altre difficoltà che possono avere un impatto diverso. È stata dura, mentirei se dicessi il contrario. Ho pianto spesso per il dolore e per il pensiero di quanto tempo sarei stato fuori dal campo. Mio figlio mi ha aiutato molto. Ho avuto la possibilità di stare più a casa, vederlo crescere e ho lottato per lui, mi sono detto che dovevo farlo per lui. Devo tornare in campo più forte e dimostrare al mondo che sono tornato e sono più forte. Sono contento di poter dimostrare il mio valore in questo grande Club e far vedere a tutti che gli infortuni non mi abbattono, io mi rialzo.
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