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Boban: “Il Milan ora non ha gioco. Ecco cosa dovrebbe fare Fonseca”. Poi su Ibra…

Zvonimir Boban, lo scorso 25 gennaio aveva scelto di lasciare il suo incarico di capo di calcio dell’Uefa. La scelta era quella di prendere le distanze dalla decisione di Ceferin di modificare lo statuto, in modo da permettergli la ricandidatura. Ora, sebbene l’ex Milan sostenga di aver fallito del cambiare il calcio, a lui si devono cambiamenti importanti, come la realizzazione del progetto Var. Dopo essersi dedicato alla famiglia, ha iniziato a ricomparire nel mondo del calcio e, a pochi giorni dall’inizio della Champions, ha rilasciato un’intervista per la Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue dichiarazioni.

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Com’è la sua situazione attuale con il Milan? Possiamo parlare della squadra? “Purtroppo siamo ancora in tribunale, ma certo che possiamo. Per me il Milan è sempre il Milan”.

fonseca
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Ha trovato giusta la scelta di Fonseca come allenatore? Le prime partite hanno evidenziato parecchia confusione: in cosa sta sbagliando? “Rispetto tanto il lavoro fatto da Fonseca allo Shakhtar , al Lilla e al suo inizio a Roma. È appena arrivato a Milano e bisogna dargli tempo, ma quello che mi preoccupa è che non abbia ancora la certezza che questa squadra può e deve giocare solamente con il 4-3-3, con Bennacer (quando rientrerà) davanti alla difesa e non in panchina.

Prosegue poi: “Così le mezzali possono dare equilibrio e aiuto agli esterni super offensivi come Leao e Pulisic. Reijnders non può giocare a due in mezzo, Loftus non è creativo per fare il dieci. Sono due mezzali, sono dei cursori e portatori di palla, non veri organizzatori di gioco. Fonseca è all’inizio, è intelligente e spero si possa correggere perché al di là dei risultati il problema è il gioco, che per ora non esiste“.

Cosa pensa del comportamento di Theo e Leao con la Lazio? “Hanno sbagliato e poi hanno cambiato la gara. Spero si sistemi tutto, sono bravi ragazzi”.

Lei ha fatto di tutto per convincere Ibra a tornare al Milan e ora lo ritrova dirigente in un ruolo simile a quello che ricopriva Paolo Maldini. Come giudica finora il suo approccio e cosa si sente di consigliargli? “Ibra è un genio e lo ringrazierò a vita perché per amore del Milan accettò di tornare cambiando la storia recente rossonera e di tutti noi. Detto ciò, ora non ho capito cosa fa, quali sono le sue responsabilità e le sue competenze per poterlo giudicare. Spero le abbia capite lui, perché alla fine, sarà lui quello giudicato, mica Moncada. Resta il fatto che la squadra dello scudetto e della semifinale della Champions è stata imprudentemente smantellata, su quelle basi si poteva costruire tanto. Per me è stato un errore madornale».

Sente ancora spesso Maldini? “Sì, è un amico grandissimo e lo rimarrà per tutta la vita”.

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