Continua a tenere banco il caso ultras che ha coinvolto in questi ultimi giorni anche Inter e Milan. Secondo il Corriere dello Sport, le due società sarebbero al lavoro con i consulenti tecnici della Procura per il procedimento di prevenzione. Luigi Saporito dell’Inter e Pier Antonio Caprini del Milan avrebbero chiesto una serie di documenti, tra cui i modelli organizzativi e i loro protocolli applicativi, le carte che riguardano gli appalti e gli organigrammi, in modo da individuare i ruoli e le funzioni dei dipendenti. Molto diretto il commento del Ministro dello Sport, Andrea Abodi: “Questa vicenda deve essere un monito per tutte le società. Non basta dichiarare la propria estraneità, bisogna dimostrarlo“.
Nel frattempo, nel corso della giornata di ieri si sono tenuti i primi interrogatori ai capi ultras arrestati lunedì scorso. Tutti gli interrogati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Una volta terminato il giro con gli ultrà arrestati, dovrebbe arrivare anche il momento dei tesserati delle due società comparsi nell’ordinanza. È importante sottolineare che al momento nessun membro delle due società risulta essere indagato.

La Procura di Milano nella richiesta di custodia cautelare relativa ai 19 arrestati inoltre afferma: “Ciò significa che FC Inter, quando si rapporta con Ferdico e in particolare cede alle pressioni di questo per ottenere altri biglietti, di fatto finanzia soggetti indagati per i reati meglio indicati. Il problema per FC Internazionale pare porsi soprattutto sotto un profilo organizzativo: si tratta infatti di rimuovere quelle ‘situazioni tossiche’ che hanno creato l’humus favorevole perché un ambito imprenditoriale sportivo si trasformasse, in fin dei conti, in occasione di illecito, non potendosi certo pensare che il quadro delineato possa essere spiegato facendo esclusivamente riferimento alla personalità perversa di singole persone”.
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