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Zazzaroni: “Lui ha certamente dimostrato di avere una grande signorilità”

Zazzaroni

Sette le giornate di Serie A che si sono fin qui disputate e di capovolgimenti e colpi inaspettati se ne sono visti. Alcune squadre sono partite alla grande, specie le medio-piccole, mentre altre hanno faticato a ritrovare o semplicemente ad avere i meccanismi oliati. Un esempio è il Milan del nuovo corso targato Paulo Fonseca che ancora sta cercando di affermarsi e trovare una quadra dopo un inizio contraddistinto da ups and downs. Del tecnico portoghese, ma in generale della situazione allenatori per un’analisi di più ampio respiro, ha parlato il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni.

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Le parole di Zazzaroni

“Si può ancora parlare di programmazione tecnica e futuro quando un solo risultato negativo e i malumori della piazza finiscono per condizionare pesantemente le decisioni della proprietà?”

Su De Rossi: “Il 25 giugno scorso i Friedkin gli rinnovarono il contratto fino a giugno 2027, garantendo 3,2 milioni a stagione, e dopo 4-partite-4, peraltro senza il mercato in campo, l’hanno silurato sulla base di un report non particolarmente corretto, né puntuale: la fiducia è l’unico regalo che non si riceve due volte”. Al successore Juric non sembra andare meglio: “Non è difficile immaginare che se domenica avesse perso a Monza oggi sarebbe dalle parti di Nervi o in Croazia”.

Su Fonseca: “Approdato al Milan dopo che Lopetegui era stato cassato dalla tifoseria e Allegri non aveva più sentito Cardinale, il portoghese ha mostrato nelle settimane più complicate il volto delle migliori occasioni, confermando di possedere una grande signorilità, oltre a una società fragile alle spalle, troppo fragile e poco centrata”. Chiusura con tecnici continuamente paragonati ai loro predecessori: “Motta-Allegri, Italiano-Motta, Fonseca-Pioli, Baroni-Sarri. Anche questi improbabili: le campagne acquisti modificano sostanzialmente la struttura delle squadre. Fanno tuttavia parte del gioco (al massacro) e non sono eliminabili”.