EDITORIALE PRIMA PAGINA

Quando il Milan non c’è, i topi ballano: è la sosta dei processi

Il momento del Milan sta passando sotto gli occhi di tutti. La vittoria nel derby contro l’Inter non è bastata a far tornare la completa fiducia, perché poi sono arrivate due sconfitte contro Leverkusen e Fiorentina. A livello mediatico, il club rossonero è sotto processo. L’inizio di stagione non è stato uno dei migliori, ciò non toglie però che è ingeneroso fare programmi in stile “Un giorno in pretura” per destabilizzare ancor di più l’ambiente. Perché in questo caso non si tratta solo di risultati sportivi, ma anche di altro. Ogni volta che arriva la sosta delle Nazionali, un giocatore del Diavolo sarà ceduto o non rinnoverà, poi puntualmente queste indiscrezioni vanno a perdersi quando ritorna il campionato. Questo atteggiamento nei confronti del Milan non è solo nocivo per il club stesso, ma è anche privo di rispetto.

LEGGI QUI – Rinnovo Maignan, fumata bianca vicina? I dettagli su cifre e durata del contratto

Il Milan parte male? Fonseca out. Il Milan vince il derby? Fonseca in. Il Milan perde due partite consecutive? Fonseca out. Questo è il trend che si è consumato in soli due mesi di campionato. Che ci sia una mancanza di chiarezza e delle pecche in termini di organizzazione da parte della società è chiaro ed è lecito evidenziarlo. Riportare, però, voci false sfruttando l’onda negativa che stanno affrontando i rossoneri è inaccettabile. E questo non centra assolutamente nulla con quella che è la realtà dei fatti, perché ogni episodio è buono per fare polemica. Basti pensare al famoso cooling break allo stadio Olimpico in cui Leao e Theo non sono andati col gruppo a parlare; oppure al salto di Tomori nella corsa partita per consegnare il pallone al suo amico Abraham per fargli battere il rigore che poi sbaglierà.

Non è un periodo facile per il Milan, questo bisogna riconoscerlo. I risultati non soddisfacenti sono motivati da un lavoro superficiale e poco organizzativo da parte della società. Gli algoritmi non bastano a far vincere trofei a una squadra. La mancata presenza del proprietario nella maggior parte delle partite, non è un buon segnale che trasmette fiducia a tutti gli addetti ai lavori. Il Milan merita rispetto e la sua storia deve far capire a chi arriva a mettere piede in una realtà del genere, che non si deve scherzare, ma impegnarsi. Un club come quello rossonero va meritato, non è solo una questione di soldi.

È proprio vero che quando il Milan non c’è, i topi ballano. La cosa più grave è che la proprietà sembra che non stia facendo nulla per porre fine a questi attacchi mediatici, e non mi riferisco da un punto di vista extra sportivo. Per mettere a tacere le voci infondate, bisogna reagire sul campo: a farla da padrona sono i fatti, non le promesse che poi non sono mantenute.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X