Ieri sera un Milan ridotto all’osso dai tanti infortuni è riuscito a portare a casa i tre punti dalla gara contro il Verona di Zanetti. I rossoneri, reduci dallo scialbo 0-0 contro il Genoa, hanno faticato per trovare la vittoria in trasferta, che in campionato mancava dalla gara contro il Monza di inizio novembre. Tuttavia, nonostante l’obiettivo raggiunto, non sono mancate le proteste dopo il triplice fischio dell’arbitro da parte di un giocatore in particolare, Mike Maignan.
Come riportato da Luca Bianchin per la Gazzetta dello Sport, infatti, il portiere del Milan ha denunciato cori razzisti al termine della partita, attirando l’attenzione dell’arbitro Marinelli. L’episodio si sarebbe verificato nel secondo tempo, con Maignan che ha segnalato dalla porta di aver sentito insulti razzisti. Poco dopo, lo speaker dello stadio Bentegodi ha invitato il pubblico a evitare manifestazioni di razzismo, un annuncio accolto da fischi.
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Dalla tribuna non sembrano essere stati percepiti cori razzisti in maniera chiara, ma con la pista d’atletica che separa il campo dalle tribune, i suoni del terreno di gioco risultano attenuati. La segnalazione di Maignan, però, richiama alla memoria un episodio simile avvenuto nella scorsa stagione a Udine, quando il portiere francese fermò il gioco denunciando insulti razzisti ricevuti durante la partita.

In quell’occasione, Maignan aveva raccontato: “Al primo rinvio sono andato a prendere la palla e ho sentito chiamarmi scimmia. Non ho detto niente. Quando lo hanno rifatto, ho chiesto aiuto. Non si può giocare così. Non è la prima volta che succede.”
L’episodio al Bentegodi riporta in primo piano il tema del razzismo negli stadi, un problema che richiede azioni concrete per essere affrontato.
