Il Milan in queste ultime partite si può dire che si sia snaturato, sbilanciato in avanti e costantemente confuso nella retroguardia.
La stagione del Milan si può dire che sia passata dalla propria difesa, sopratutto in Italia che si cerca di avere un gol in più dell’avversario, senza subire gol. Una moda criticata spesso dagli italiani stessi, con partite che spesso concludono con solo una rete, senza risposta della controparte.
Una curiosa statistica può confermare una stagione noiosa per larghi tratti. La prima tripletta stagionale è arrivata grazie a Donyell Malen in Roma Pisa, alla 32′ giornata di campionato, cioè la 311′ partita di questa Serie A.
Numeri alla mano questa Serie A conferma il trend di essere un campionato roccioso dove è difficile segnare e di conseguenza vedere tanti gol, come è successo il Verona – Milan.
Al Bentegodi abbiamo assistito alla più classica della partite che ama Allegri, anche se lui stesso ad inizio stagione avrebbe voluto una squadra più propensa ad attaccare.
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La rete di Rabiot è la conferma di una partita firmata da Massimiliano Allegri, 0-1 per i rossoneri, clean sheet, ed una partita per larghi tratti noiosa per tifosi milanisti e non.
A commentare sulla Gazzetta dello Sport la prestazione dei rossoneri, molto allegriana, è il giornalista Luca Bianchin:

“Il Duca Rabiot, in un pomeriggio di aprile, decise di sporcarsi l’abito bianco elegante e decidere un Verona-Milan troppo brutto per essere vero”.
“Più allegriano di così, impossibile: vittoria di corto muso (0-1) con gol del suo giocatore icona e polemiche per il livello… diciamo contenuto di spettacolo”.
“Tanto basta al Milan che ha in testa solo la Champions e la Champions andrà a prendersi. In classifica è secondo (stessi punti del Napoli, differenza reti migliore) e ora ha 8 punti sul Como e sulla Roma, 3 sulla Juve. In un mondo normale, a cinque turni dalla fine, bastano e avanzano”.
“Sì, ma la partita? È stata piatta per 40 minuti, così piatta che veniva voglia di passare sulle tribune per stringere la mano ai presenti. Complimenti per l’amore per il calcio ma sappiate che in centro c’è una mostra sul Cenacolo che potrebbe meritare…”
“Sammarco ha cominciato con tre difensori centrali, due terzini sulle ali e due mediani a metà campo. Davanti, vicino a Orban, solo Bernède e Belghali”.
“Il Milan, di fronte a tanta prudenza, si è messo dietro senza scomporsi. Il risultato – che altro aspettarsi? – sono stati lunghi minuti di noia, con un’uscita di pugno di Montipò su punizione di Modric come brivido massimo”.
“Qualche emozione nella parte finale del primo tempo. Al 32’, l’unica bella giocata della partita di Pulisic ha portato a un tiro di Rabiot, centrale”.
“Tra il 41’ e il 47’, il gol-partita e l’occasione mancata da Belghali. Sammarco nel secondo tempo ha messo Vermesan, che sarà anche un 2006 ma almeno è un attaccante, e ha cavato qualcosa”.
“Minuto 8: tiro di Belghali fuori. 25′: Vermesan, proprio lui, va vicino al pareggio con un tiro passato alla sinistra di Maignan. 38′: cross basso da destra di Lovric e chiusura provvidenziale – in caduta – di Gabbia su Orban”.
“Sempre Gabbia nove minuti prima aveva segnato un gol annullato per fuorigioco. Insomma, classico Milan brutto ma vincente e classico Allegri infuriato per i troppi rischi nel finale”.
“Quanto al Verona, la condanna alla B è ormai certezza… e senza attacco, come potrebbe essere altrimenti?”
“Verrebbe voglia di parlare di tipica brutta partita da Medioevo del calcio italiano, se non fosse che nel Medioevo a Verona nasceva Piazza dei Signori… e quella è tutto tranne che brutta”.
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