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Da compagni di squadra a grandi rivali: il rapporto tra Conceição e Inzaghi

Conceiçao

Show, adrenalina, rivalità e cattiveria agonistica. Si prospetta un match intenso e pieno di spettacolo. Domani andrà in scena l’attesissimo derby della Madonnina, la sfida più importante per le due tifoserie meneghine. In palio la Supercoppa italiana, un trofeo che il Milan non mette in bacheca dal 2016, quando la panchina era guidata da Vincenzo Montella.

Sono passati 9 anni da quel trionfo e in casa Milan sono successe innumerevoli avvenimenti, tra cui i diversi cambi in panchina. Ad oggi la guida della rosa è stata messa nelle mani di Sergio Conceicao, il quale non poteva desiderare esordio migliore. Vittoria contro la Juventus e finale conquistata. Domani l’ex Porto riavrà un faccia a faccia con il suo ex compagno e collega, Simone Inzaghi. I due hanno passato un periodo insieme alla Lazio, vincendo diversi trofei. A commentare il rapporto tra i due ci ha pensato l’attuale commentatore di Dazn, Dario Marcolin alla Gazzetta dello Sport.

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Sulla sfida

: “Sarà una appassionante, aperta ed equilibrata. Calcisticamente parlando Simone e Sergio sono figli dello stesso padre. Da Eriksson Inzaghi ha ereditato la gestione del gruppo mentre Conceicao l’importanza degli esterni da uno contro uno. Sergio è un uomo di poche parole, diretto e questo carattere lo trasferisce alle squadre che allena. Simone invece ha una bella empatia. Gli piace dialogare di più perchè argomenta di più. Entrambi però costruiscono squadre attende dietro senza perdere il DNA offensivo”.

“È vero che nel 2022-23 Conceicao negli ottavi ha fatto soffrire Inzaghi, ma l’Inter di allora non era ancora la squadra dominante di oggi. Quell’incontro però può dare un vantaggio al tecnico rossonero: Sergio conosce già l’Inter, molti dei giocatori se li ritroverà a Riyad”.

Sui giocatori: “Lautaro? Segnare meno non penso lo disturbi. Corre e lavora per i compagni, rimane funzionale al gioco dell’Inter. Da lato Milan penso che Reijnders e Fofana saranno importanti per la solidità. Pulisic e Leao per la centralità degli esterni. Infine Tomori, al quale Conceicao ha dato subito fiducia”.

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