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Milan, l’ex leggenda rossonera: “Demeriti? Vanno distribuiti a 360 gradi, non solo alla squadra!”

Il Milan continua a vivere un momento di alti e bassi, e a esprimere qualche perplessità sulla squadra rossonera è stato Roberto Donadoni. L’ex leggenda milanista, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha analizzato il lavoro di Sergio Conceiçao e il suo impatto sulla panchina rossonera, sottolineando i progressi ma anche le criticità ancora evidenti.

Donadoni: “Il mercato ha migliorato la rosa, ma manca continuità”

Secondo Donadoni, il Milan ha beneficiato degli ultimi movimenti di mercato, che hanno rafforzato la rosa e dato nuove opzioni all’allenatore portoghese. Tuttavia, il problema principale rimane la mancanza di una vera identità di gioco e di una consapevolezza collettiva in grado di garantire risultati con continuità.

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“Grazie al mercato, la rosa è migliore rispetto a un mese fa, ma la squadra non ha ancora quella coscienza e consapevolezza necessarie per ottenere risultati con costanza. Questo percorso altalenante lascia perplessi, ed è il riflesso di un’impronta di gioco che faccio fatica a identificare.”

“Il Milan non ha ancora uno stile chiaro”

Donadoni ha poi fatto un paragone con altre squadre che secondo lui hanno già definito un’identità precisa sul campo. A differenza loro, i rossoneri sembrano ancora in cerca di una chiara filosofia di gioco.

“Ci sono formazioni come il Como e la Lazio che hanno uno stile chiaro, mentre il Milan no. Quando si cambia allenatore significa che le cose non vanno bene, e i demeriti vanno distribuiti a 360 gradi: non solo alla squadra e ai giocatori, ma anche alla società.”

Conceiçao sotto osservazione: “Ora serve un’impronta chiara”

Infine, Donadoni ha sottolineato come il tempo inizi a stringere per Conceiçao. Nonostante sia arrivato solo da un mese e mezzo, ci si aspetta che il Milan inizi a mostrare un’identità tattica più definita.

“Conceiçao è arrivato da un mese e mezzo e ci si aspetta che un’impronta di gioco si inizi a vedere, anche se gli innesti di mercato lo hanno costretto a rivedere alcuni aspetti.”

La pressione sul tecnico portoghese è quindi in crescita: il Milan dovrà dimostrare sul campo di aver assimilato le nuove idee, evitando di rimanere impantanato in un percorso incerto e discontinuo.

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