Proseguono le indagini sull’inchiesta ultras, che negli ultimi mesi ha coinvolto le curve di Milan e Inter. In particolare, l’ultrà nerazzurro Andrea Beretta negli ultimi interrogatori ha confessato di aver ricevuto in regalo un orologio da un noto calciatore. Beretta, in carcere per l’omicidio di Antonio Bellocco, ha anche parlato di alcuni rapporti con i dirigenti del club meneghino.
Le parole, riportate dal Corriere della Sera, non lasciano interpretazioni: “23 gennaio 2021 Inter-Udinese, orologi Lukaku… È l’appuntamento che mi doveva dare l’orologio…L’anno che abbiamo vinto lo scudetto (in realtà l’Inter a gennaio era seconda, lo vincerà a fine stagione, ndr) Lukaku ha fatto fare questi orologi per tutta la squadra, i compagni, lo staff… e uno me l’ha regalato. A me e basta”.
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Un comportamento che va contro la norma la quale vieta ai tesserati di avere rapporti diretti con gli ultras. Rapporti che invece Beretta conferma: “Sì, avevo rapporti diretti, andai a prenderlo quando è arrivato…era nata una sorta di amicizia, poi gli avevo fatto fare anche il murales a San Siro”. L’ultrà nerazzurro conferma di aver avuto contatti anche con Beppe Marotta. “Chuck, Marotta, 9.30” compare sulla sua agenda, un riferimento ad un appuntamento al quale avrebbe dovuto presenziare un altro dei capi, Matteo Norrito, alias Chuck. “Eh dottore, ti devi interfacciare per forza con la tifoseria…” aggiunge Beretta.
Il 49 enne ha affermato di aver avuto interlocuzioni anche con Javier Zanetti: “La persona che mi fidavo di più a livello umano con cui potevo intrattenere rapporti…Ci parlavo direttamente…, è un bravissimo uomo. Se esaudiva le richieste? Non sempre. Ci dava una mano magari per la tifoseria…per fare entrare magari un certo tipo di coreografie…parlava con Marotta, quella gente lì. Per farci avere il materiale dell’Accademia Inter, palloni, felpe, tute, tutta merce di qualità, invece di andare al macero allora Zanetti me le faceva avere e io le regalavo ai ragazzi delle coreografie come merce di scambio per farli lavorare”.
