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L’arrivo di un nuovo ds farà la differenza? Il parere di Biasin

Nel consueto appuntamento con il suo editoriale su TMW, Fabrizio Biasin ha offerto uno spunto interessante sulla situazione attuale del Milan, soffermandosi sulla figura dell’amministratore delegato Giorgio Furlani e sul suo ruolo nel processo di ricerca del nuovo direttore sportivo. Biasin ha messo in evidenza come Furlani sia fortemente concentrato sul futuro del club, ma anche molto attento al proprio destino personale, come è naturale che sia per un dirigente di alto livello.

Biasin sottolinea che Furlani è disposto a prendere decisioni importanti per il bene del Milan, ma non senza considerare anche le sue priorità personali. Se i due obiettivi coincidono, tanto meglio, ma in caso contrario, non esita a prendere le distanze da chi cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, come nel caso di Zlatan Ibrahimovic. Questa franchezza, seppur comprensibile, mette in evidenza una leadership ferma, ma anche la necessità di una gestione chiara e decisa.

La gestione verticale del Milan: tra responsabilità e chiarezza

Un punto chiave del discorso riguarda la gestione verticale del Milan. Secondo Biasin, l’esempio del Milan di Silvio Berlusconi è emblematico in questo senso: una gestione “illuminata e verticale”, che ha portato il club a grandi successi, contrariamente alla tanto discussa “gestione orizzontale” che, a parere dell’editorialista, porta solo al caos.

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Biasin mette in evidenza come, nei club italiani, la realtà sia ben diversa da quanto viene spesso dichiarato: “Non è vero che nei club italiani si decide tutti insieme, decide uno”. Un’affermazione forte, ma che riflette la necessità di una leadership forte e chiara, capace di prendere decisioni rapide ed efficaci senza essere sopraffatta dalle divisioni interne. Questo tipo di organizzazione, se ben gestita, può rivelarsi vincente.

Il Milan alla ricerca di un nuovo DS

Il capitolo più caldo riguarda la ricerca del nuovo direttore sportivo. Dopo la sconfitta con l’uscita di Paolo Maldini, il Milan è alla ricerca di una figura che possa riportare ordine e visione strategica all’interno del club. Biasin riporta che inizialmente si era fatto il nome di Igli Tare, ma sembra che la sua candidatura non goda del consenso unanime all’interno della dirigenza rossonera.

A questo punto, Fabio Paratici, ex dirigente della Juventus, sembra essere il favorito per il ruolo, soprattutto tra coloro che vedono nel suo profilo la giusta esperienza e competenza per ristrutturare il Milan. La vera chiave, però, sarà la libertà d’azione che verrà concessa al futuro DS. Biasin sottolinea quanto sia fondamentale che il prescelto possa operare senza restrizioni, stabilendo regole chiare per la costruzione del futuro rossonero.

“Altrimenti tanto vale lasciar stare,” afferma Biasin, dando un segnale chiaro sul fatto che senza autonomia, il progetto rischia di non decollare. Il Milan ha bisogno di una guida forte e competente per il futuro, e il nuovo DS dovrà essere in grado di prendere in mano le redini della squadra.

Conceiçao e la possibile qualificazione europea

Riguardo alla figura dell’allenatore, sembra ormai certo che Sergio Conceiçao non verrà confermato al termine della stagione. Nonostante ciò, Biasin sottolinea che il tecnico potrebbe riuscire comunque a conquistare un trofeo, con la Coppa Italia come possibile obiettivo. Se così fosse, oltre al titolo, si aprirebbe la porta per la qualificazione all’Europa League, un traguardo che, pur non garantendo la Champions League, rappresenterebbe comunque un successo importante per il Milan.

Tuttavia, Biasin non manca di evidenziare una questione critica: la mancata qualificazione alla Champions League, che sarebbe un colpo durissimo per le ambizioni rossonere. Ma, si chiede Biasin, sarebbe davvero così disastroso? Il Milan, pur non centrando il quarto posto, potrebbe comunque essere in grado di ripartire, con un progetto dirigenziale solido.

Il Milan punta al futuro con decisioni strategiche

Il club rossonero si trova a un bivio cruciale. La ricerca del nuovo direttore sportivo è solo l’inizio di un processo che mira a ristrutturare il club per farlo tornare competitivo a livello europeo. La gestione di Furlani, pur se contestata da alcuni, sembra essere la chiave per costruire una nuova era rossonera, capace di unire competenza, leadership e visione strategica.

Con una figura come Paratici, in grado di stabilire un piano chiaro per il futuro, e con un’allenatore che potrebbe concludere la stagione con un trofeo, il Milan ha la possibilità di rilanciarsi. Tuttavia, resta fondamentale non perdere la bussola, evitando divisioni interne e puntando su una gestione forte e coesa.

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