Marco Russo, giornalista e bordocampista di DAZN, ha rilasciato un’intervista esclusiva per AllMilan.it. Tanti i temi caldi analizzati e che coinvolgono i rossoneri. Dalle speranze di rimonta in campionato, fino ad arrivare alla possibile rivoluzione che in estate potrebbe riguardare la società di via Aldo Rossi.
Queste le sue parole sulle chance di rimonta del Milan: “Io credo che i rossoneri ovviamente abbiano le carte in regola per fare un filotto di vittorie, perché la qualità dell’organico è quella. Però penso che in questa stagione siano emersi tanti problemi. Vedo complicato risalire la classifica perché la distanza verso quello che è l’obiettivo minimo del Milan, ovvero la qualificazione in Champions League, in questo momento è troppa. Poi ovvio, può accadere di tutto. Possono crollare davanti, il Milan può fare un filotto straordinario, però per quello che è stato fino ad ora l’andamento della squadra, che ha vinto massimo tre partite consecutive in campionato ed era a settembre con Fonseca, la vedo dura. Dovrebbe accadere un qualcosa che fin qui non abbiamo mai visto. Può succedere? Si, ma al momento penso sia molto complicato“.
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Sulla possibile fine del ciclo di Maignan, Theo e Leao in rossonero: “Non so se sia finito per tutti e tre, non credo. Non penso che il Milan si priverà di tutti, ma quella stagione, quel respiro dell’ultimo scudetto credo sia finito, anche da un po’. Se mi dovessi chiedere chi vedo più lontano dal Milan ad oggi ti direi Theo Hernandez”.
Sul tema rinnovi infatti ha aggiunto: “Il suo contratto scade praticamente fra un anno, nel giugno 2026. Nel calcio di oggi arrivare a una scadenza del genere significa quasi aver preso una scelta, visto che il Milan si è mosso per tempo con i giocatori in scadenza di contratto per avere il pieno controllo del destino del loro cartellino. Su Maignan pare sempre che il rinnovo sia in dirittura d’arrivo, mentre il discorso legato al rinnovo di Theo è ampiamente in stand-by. Quindi credo che, se per ciclo intendiamo quell’atmosfera che si era creata, allora ti dico di sì, che è finito. Mentre sul campo penso che Theo sia quello con meno chance di vestire la maglia rossonera il prossimo anno”.
Sulle responsabilità per la stagione fin qua negativa del Diavolo ha dichiarato: “Penso che ripartire delle colpe sia complicato, ma giusto. In campo alla fine ci vanno i calciatori. I numeri di Fonseca e Conceiçao sono più o meno uguali, quindi evidentemente non è una questione di direzione tecnica. A detta di tutti la rosa del Milan è forte, e certamente vale molto di più del piazzamento in classifica che occupa. Di sicuro valeva la qualificazione agli ottavi di Champions League. È chiaro che da un punto di vista della gestione societaria, le notizie degli ultimi giorni, cioè quelle della ricerca di un direttore sportivo ci fanno intendere, anche per stessa ammissione dell’amministratore delegato Furlani, che degli errori sono stati commessi e che sono tutti responsabili”.

Russo ha continuato il discorso dicendo: “Se il Milan cerca una figura di un direttore sportivo alla Paratici, alla Tare, tanto per citare alcuni nomi che sono stati fatti, è perché hanno capito di avere bisogno di quella figura. Si sono resi conto di una lacuna tecnica, ma anche di gestione interna di Milanello che era fondamentale. Penso che una figura di questo tipo sia davvero dirimente in una squadra di calcio. Una personalità che possa essere di sostegno ai giocatori, fare da filtro con la società. Una figura che guarda sia la proprietà, l’amministrazione e la dirigenza, ma che allo stesso tempo guarda anche alla gestione tecnica del gruppo, a tutela di allenatore e squadra.
Mentre sul tema allenatore questo è il suo parere: “Se fossi il direttore sportivo del Milan di sicuro valuterei il finale di stagione di Conceiçao. Perché metti che succede un miracolo, che le vince quasi tutte da qua fino alla fine e vince la Coppa Italia, così avrebbe fatto qualcosa di importante. Però credo che il futuro di Conceiçao possa essere lontano dal Milan. In questo momento probabilmente, per la stagione che ha vissuto il Milan e per le problematiche che ha vissuto, la dirigenza potrebbe andare su un “normalizzatore”, su un uomo che metta apposto le cose. E la storia ci insegna che in questo uno come Massimiliano Allegri è sempre stato capace nel normalizzare, nel risolvere problematiche e nel portare risultati. E questo è quello che serve di più al Milan”.
