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L’ex giocatore: “In una sfida di Champions contro il Milan a San Siro mi sono tuffato, oggi con il VAR non avrebbero mai dato quel rigore”

San Siro

Joan Capdevila, ex difensore del Deportivo La Coruna, ha condiviso con Cronache di Spogliatoio i suoi ricordi legati alle tre partite disputate a San Siro contro il Milan, una delle squadre più iconiche del calcio europeo. Le sue parole, intrise di nostalgia e ammirazione, offrono uno spaccato affascinante di quel che significava affrontare i rossoneri in uno dei templi del calcio mondiale.

L’ex difensore spagnolo ha parlato dell’incredibile impatto che San Siro ha avuto su di lui ogni volta che ha avuto l’onore di scendere in campo contro il Milan. “San Siro? Ci ho giocato tre volte, lo amo. Mi sono sempre divertito. È uno stadio che mi ha impressionato per il calcio, per i tifosi, per l’ambiente che creavano. Ogni volta è stata un’esperienza speciale“, ha detto Capdevila, visibilmente emozionato nel ricordare le sfide contro il gigante rossonero.

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Capdevila sul rigore contro il Milan: “Il Var, oggi, non me lo avrebbe mai dato!”

Uno dei momenti più memorabili per il difensore del Deportivo è stato il celebre incontro del 13 marzo 2001, valido per la Champions League, che terminò con un pareggio 1-1. Durante quella partita, il Deportivo ottenne un calcio di rigore che divenne subito oggetto di discussione. Capdevila, protagonista del fallo che portò alla concessione del penalty, ha ammesso con un sorriso: “Lo ammetto, è stato un ‘piscinazo’. Oggi, con il VAR, non lo avrebbero mai dato!” Un’ammissione di sincerità che, vista la tecnologia di oggi, sarebbe difficile immaginare accadere in un contesto moderno.

Ma c’è di più: quel rigore, che avrebbe potuto rivelarsi decisivo per il destino della partita, fu calciato da Djalminha, il talento brasiliano del Deportivo. Capdevila ha rivelato che, pur avendo dubbi sul momento giusto per eseguire una giocata così rischiosa, Djalminha non si lasciò intimorire. “Mi ha detto: ‘Joan, ora gli faccio il panenka’. Io gli ho risposto: ‘No, ma lo vedi dove siamo?! Siamo 0-0 contro il Milan e manca poco!’. Inutile dire che ha comunque calciato con il panenka e ha segnato“, ha raccontato il difensore. La freddezza e l’eleganza del brasiliano nel calciare quel rigore con il panenka, contro un Milan che non si arrendeva mai, sono diventate leggendarie.

Il momento più surreale, però, arrivò dopo il gol: “Siamo andati alla bandierina a festeggiare e ci è arrivato di tutto: telefonini, monete, di tutto”. L’atmosfera di San Siro, come racconta Capdevila, era talmente carica che i giocatori del Deportivo si trovarono a fare i conti con l’irruenza dei tifosi rossoneri, che reagirono con veemenza all’azione del loro avversario. “Non riuscivi neanche a parlare con i tuoi compagni“, ha continuato Capdevila, descrivendo l’intensità dell’ambiente.

Un ricordo, quindi, che resta indelebile nella memoria del difensore spagnolo, che, nonostante il suo ruolo da avversario, non può fare a meno di esprimere il suo rispetto per San Siro, uno stadio che rappresenta una delle cattedrali del calcio mondiale. Le parole di Capdevila ci ricordano l’importanza di un luogo che, non solo per i tifosi del Milan, ma per tutti gli appassionati di calcio, è sempre stato sinonimo di passione, adrenalina e, soprattutto, di emozioni indimenticabili.

San Siro, insomma, non è solo uno stadio: è un palcoscenico dove ogni giocatore lascia qualcosa di sé, e dove, anche da avversario, è facile restare affascinati dalla sua magia.

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