È tempo di pausa delle nazionali. È tempo dunque di riflessioni più o meno delicate che riguardano il futuro del Milan. La situazione la conoscete. Nono posto in classifica, sei punti di distanza dal quarto posto, possibilità di rimonta molto esigue ma non del tutto sfumate. È giusto dunque che il Milan ci provi con tutte le sue forze, perché se si riuscisse ad agguantare anche in extremis la qualificazione in Champions League, ci sarebbero tutti gli elementi per considerare la stagione del Milan almeno da 6, considerando il trionfo in Supercoppa. Ora però volevo entrare nel tema del giorno: Francesco Camarda.
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Camarda è il nostro gioiellino. Qualsiasi tifoso del Milan spera che possa ripercorrere le orme dei grandi del passato e diventare la prossima bandiera rossonera in un calcio che difficilmente contempla figure del genere. Io ora lancio una provocazione, che ovviamente va interpretata in quanto tale. Ma il Milan da qua a fine stagione, non potrebbe far giocare Camarda titolare?
Ok, questa è la provocazione, quindi adesso arriva il discorso serio. A meno di filotti davvero clamorosi di vittorie, entro due-tre giornate di campionato il Milan sarà concretamente fuori dalla lotta per il quarto posto. Quindi non varrebbe la pena far giocare almeno quattro-cinque delle ultime partite di campionato a Francesco? Nel corso dell’anno Camarda ha mostrato importanti segnali di crescita, nonostante una gestione non ottimale e che lo ha visto andare avanti e indietro tra prima squadra, Milan Futuro e persino Primavera in Youth League.

Però una cosa è certa, nelle ultime partite con il Milan Futuro, pur non trovando il gol col estrema frequenza, ha mostrato enormi progressi nella gestione del pallone in tutte le varie situazioni di gioco. Dato che il suo futuro al momento sembra ancora indeciso, con l’ipotesi prestito secco che sembra sempre più probabile, secondo me varrebbe davvero la pena di eseguire questo test di qualche partita per capire il suo impatto vero con i grandi. Da queste partite si potrebbe avere un’idea più chiara della strategia da adottare l’anno prossimo. Ovviamente prima bisogna dare la priorità alla Champions. Sei punti non sono così tanti. Ma se nelle ultime giornate il Milan non dovesse avere più nulla per cui lottare…ci si potrebbe fare un pensierino.
