Continua l’inchiesta ultras che vede coinvolte le curve di Inter e Milan. A fare il punto della situazione, con gli ultimi dettagli emersi, questa mattina ci pensa MilanoToday che riporta le ultime dichiarazioni del capo del tifo organizzato rossonero.
Come scrive MilanoToday: “Il capo della Sud non avrebbe mai fatto soldi con la Curva. Lo dichiara lo stesso Luca Lucci, ex capo ultras della Sud a San Siro, durante l’interrogatorio nell’aula bunker del carcere di San Vittore.
“Il fondo cassa della Sud è sempre stato gestito in modo trasparente. Con la società e i dirigenti ho sempre avuto buoni rapporti e all’epoca andavo anche a casa di Berlusconi a parlare di calcio“. Insomma, il “MIlan sapeva” dei suoi rapporti con i vertici. Luca Lucci è imputato nel maxi procedimento nato dall’inchiesta sulle Curve milanesi che a portato a settembre all’arresto di diversi ultras.
L’interrogatorio
MilanoToday poi riporta che l’ex capo della Curva milanista ha risposto alle domande di uno dei suoi legali, Alessandro Diddi, dopo aver scelto il rito abbreviato. Lucci ha spiegato che i suoi affari illeciti non avevano niente a che fare con il club rossonero, e non avrebbe potuto creare danni al Milan. Si trattava, in sintesi, solo di droga. Dopo l’arresto nell’ambito dell’inchiesta ‘Doppia curva’, Lucci è stato destinatario di due misure cautelari per droga e tentato omicidio ai danni di Enzo Anghinelli, risalente al 2019.
Lucci ha cercato di giustificare i suoi comportamenti come parte della sua vita da ultrs e tifo per il Milan, minimizzando le accuse. Ha sottolineato nuovamente che la gestione della cassa della Curva Sud è sempre stata trasparente. Oltre a Milan, Inter e Lega Serie A, che sono parti civili nel processo riguardante gli ultras, anche Enzo Anghinelli, vittima del tentato omicidio, figura tra le parti civili.
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