Finalmente si ricomincia. Già, il Milan può farci soffrire e arrabbiare, ma quando per due settimane la Serie A non scende in campo è sempre una sofferenza. La situazione la conoscete: qualsiasi tipo di jolly o margine di errore è già stato bruciato. Se la squadra di Sergio Conceiçao vuole realmente ambire ad un posto in Champions, deve necessariamente compiere un percorso quasi privo di qualsiasi inciampo da qui fino a fine campionato. Più facile a dirsi che a farsi, dato che ci attendono ancora molti scontri diretti. Tuttavia conosciamo il valore del gruppo e sappiamo che le potenzialità per fare un filotto di vittorie ci sono, ragion per cui, nonostante tutto, mi viene da dire “crediamoci”.
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Purtroppo il clima attorno alla squadra è sempre lo stesso. In queste due settimane le mie orecchie hanno a malapena fatto in tempo a disintossicarsi dai cori contro la proprietà, che subito hanno dovuto incominciare ad abituarsi al toto-allenatore, al toto-ds e alle classiche voci che coinvolgono i leader tecnici del Milan e che ogni giorno possiamo leggere su tutti i giornali. Leao se ne andrà, così come Theo, Maignan, Tomori e tanti altri. Quasi quasi mi conviene mettermi in forma partita, magari posso giocarmi anch’io le mie chance per un posto in squadra per l’anno prossimo!
Battute a parte, è sempre interessante vedere invece come sull’altra sponda del Naviglio la musica sia come al solito opposta. Da due mesi si parla di Triplete, quando fino a prova contraria lo score per ora dice “zero tituli” (anche se per quanto riguarda lo scudetto sono convintissimo che l’Inter concederà il bis quest’anno). Negli ultimi giorni si descrive Sucic, probabile nuovo acquisto per la mediana, come già più forte di Brozovic. Si parla dell’amore di Barella per l’Inter, a tal punto da rifiutare offerte faraoniche provenienti dall’Arabia. Però perché non mi capitava di leggere articoli di questo tipo quando erano Leao e il Milan a rifiutare queste offerte? Ma si sa che da quelle parti si è sempre molto bravi nell’esaltare qualsiasi mossa.

Torniamo dunque a Milanello. Sono curioso di vedere se Conceiçao lancerà qualcuna delle sue frecciatine all’intero ambiente domani in conferenza. La sensazione al momento è quella di un uomo solo in mezzo alla tempesta. Ogni giorno si parla del suo possibile sostituto, delle presunte frizioni all’interno della dirigenza del Milan e di una squadra con mille problemi. E poi c’è il nostro mister, che in mezzo a tutti questi tumulti sta provando a guidare la squadra in Champions. A domenica sera per la prossima puntata della telenovela Milan, con la speranza di assistere ad una squadra con delle idee di gioco più chiare rispetto all’immediato passato. Sotto questo punto di vista vorrei davvero un salto di qualità nel Milan di Sergio Conceiçao: una squadra aggressiva, ma coraggiosa e propensa ad attaccare. Speriamo di essere accontentati.
