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Conceicao: “La squadra è consapevole della partita di domani. Su Leao…”

Sergio Conceicao

ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter. I rossoneri sono obbligati a rialzarsi dopo la sconfitta contro il Napoli, e a puntare sulla coppa nazionale, trofeo che manca in bacheca dal 2003. Queste le dichiarazioni di Conceicao:

“Sono sempre partite importanti per noi perché c’è un titolo. È una partita importante a questo livello. I momenti sono diversi. Vediamo di fare una buona partita perché l’Inter è una squadra forte, gioca da 3 anni con un allenatore solido. Dobbiamo raggiungere quello che vogliamo, cioé vincere”.

“Il gruppo sta bene, anche Ruben che è stato operato. Sono tutti disponbili. Abbiamo ancora allenamento domani. Oggi abbiamo fatto differenziato per chi ha giocato a Napoli. Tutti quelli che sono qua sono disponibili. È chiaro che dopo la partita sono più un bravo allenatore, dopo la partita è facile parlare. Va bene così. Domani presentiamo un undici titolare forte. I giocatori dalla panchina hanno dato un contributo fantastico. Se potessimo giocare con 26 titolari sarebbe bello, ma non è possibile”.

“Abbiamo questa coscienza che primo, abbiamo una partita da fare e non dobbiamo pensare a queste cose, dopo è chiaro che è la strada più corta per arrivare in Europa se vinciamo la Coppa Italia. Dopo, in campionato, parleremo. Abbiamo la Fiorentina e poi altre partite”.

“Arrivare qua in Italia, ci sono giocatori di tantissima qualità che hanno un periodo di ambientamento. È assolutamente normale. Gimenez arriva e fa 4-5 gol. L’Italia è uno dei campionati migliori al mondo. C’è il tempo. È chiaro che noi vogliamo subito che questi giocatori diano una risposta forte. Noi dobbiamo lasciarlo tranquillo al suo posto. Io lo so perché ho passato queste cose”.

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“Sono tutte partite diverse, il campionato è andato come voi conoscete. L’Inter quest’anno sta facendo bene. Anche il Milan ha vinto il campionato qualche anno fa. Penso che il derby, queste grandi partite e grandi sfide, sono sempre diverse per l’ambiente, per l’atmosfera, per tutto. Il Milan non è abituato a stare in questa classifica, ci sono altre cose da fare. La cosa più importante è focalizzarsi sulla partita di domani”.

“La stessa cosa che ho detto a Santi. Non è facile. Questo battibecco è una cosa tra i giocatori. A me piacciono i giocatori che parlano perché la comunicazione è importante dentro la partita. Perciò niente di speciale, Joao Felix è la stessa cosa che ho detto a Santi. Non voglio ripeterlo”.

“Prima dobbiamo vincere questa semifinale, dopo c’è una finale con Empoli e Bologna. Mi piace vivere con intensità giorno per giorno, con una passione incredibile di migliorare la squadra a livello migliorare, correggere alcuni difetti che ho anche come allenatore. Il mio pensiero, ogni giorno, è quello di migliorare. Adesso pensare a due mesi e mezzo non lo so. Non sono la persona più felice del mondo adesso, ci sono dei momenti in cui sono più felice, altri più deluso. Con la squadra ho un rapporto felice, si è visto anche nel secondo tempo contro il Napoli. Comunque non è facile per nessuno, anche perché mi chiamo Sergio, non Serginho”.

“L’equilibrio è di tutta la squadra, non della linea difensiva. Non siamo forti, non abbiamo un comportamento collettivo di accordo con quello che pensavo, siamo più vulnerabili. Non è una questione della linea difensiva, ma della squadra. Dobbiamo migliorare questa cosa”.

“Gli allenatori o vincono o non vincono. È chiaro che dopo c’è anche il peso del titolo. Il campionato è campionato, la Champions League è la Champions League. Non voglio sminuire la Coppa Italia. Non ci sono allenatori di coppe o di campionati secondo me”.

“Rafa non l’ho conosciuto in Supercoppa. Io conosco tanti giocatori in tutto il mondo perché sono appassionato. Non è che conosco Rafa quando sono arrivato qua. Lui ha fatto un gol al Dragao con me che aveva 17 anni. Se lui gioca delle volte perché lui è intermittente, se lui non gioca e dopo entra, si dice che doveva giocare dall’inizio e l’allenatore non capisce. Anche io sono perplesso da gente che di calcio parla della partita. Lo devo dire. Rafa, continuo della stessa opinione, è uno dei migliori al mondo”.

“Dopo – prosegue Conceicao – bisogna trovare la consistenza e fare ogni stagione 20 gol. Lui ha qualità per farlo. Quello che ho detto in Supercoppa è stato questo. Non mi chiedete a fine partite perché ha giocato, o perché non ha giocato. Noi ogni giorno vediamo delle cose che voi non potete vedere. Noi sappiamo delle cose sulla condizione fisica, di come è arrivato. Sono io che devo decidere, mi pagano per questo”.

“Io parlo di allenatore, non sono abituato perché come ha detto bene Federico (giornalista) io sono focalizzato a vincere dei titoli. Ne ho vinti alcuni. Io sono al nono posto, ok, Guimaraes, non parlo di queste squadre. Con queste squadre, che dovevo andare in seconda liga, sono arrivato settimo ottavo. Io non sono abituato a essere in questa posizione. Sono un allenatore abituato a vincere e a raggiungere gli obiettivi”.

“Vedete da quanti anni che il Milan non vince due titoli in una stagione. È un disastro a livello di classifica. Volevamo andare avanti in Champions League. Non è una classifica da Milan, lo sappiamo. La partita di domani è importante per provare a vincere un titolo”.

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