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Allegri: “Il futuro è domani. Parole di Marotta? Rispondo così!”

Il tecnico rossonero, Massimiliano Allegri, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di MilanCagliari, match valido per l’ultima giornata di Serie A. Di seguito le sue parole:

“Il ritmo del 2026 è tragico perché in casa, nelle ultime tre partite, abbiamo fatto un punto. Domani è l’ultima partita della stagione e oggi è l’ultima conferenza, quindi vi ringrazio per avermi supportato tutto l’anno. Ci siamo anche un po’ divertiti. Però domani abbiamo l’obiettivo là, che è più vicino. Quindi dobbiamo prenderlo. Affronteremo il Cagliari con grande rispetto perché è una squadra che, con un allenatore all’esordio, ha portato la squadra alla salvezza anticipata. Però noi domani dobbiamo fare una partita seria sapendo che con un risultato positivo possiamo entrare in Champions”.

Quale futuro per il Milan?
“Credo che il futuro sia domani, che è la partita della stagione, la più importante per tutti gli addetti ai lavori, e anche per i tifosi. Domani ci sarà lo stadio pieno. Anche nelle ultime partite in cui abbiamo fatto un punto, i tifosi ci sono sempre stati vicini. Ci sono 100 minuti per portare a casa questa partita. Stanno tutti bene, abbiamo tutti i giocatori a disposizione. Ci sarà bisogno di tutti, anche chi viene dalla panchina. Il Cagliari tiene bene la partita, sono molto bravi nei contropiedi, forti sulle palle inattive. Quindi bisogna fare una partita seria, molto seria”.

Sulla sfida di domani:
“Domani noi corriamo solo un pericolo, che è quello più importante: l’atteggiamento e un po’ di superficialità. Dopo la partita di Genoa, domani magari l’errore che non dobbiamo commettere è quello di affrontare una partita con meno attenzione di quella di Genoa. Bisogna fare le stesse cose che abbiamo fatto a Genova, sapendo che giochiamo in casa. Tutti parlano, discutono, ma noi dobbiamo restare concentrati sulla partita di domani. Le critiche sui social devono essere da stimolo per fare bene”.

Sulla società:
“Chi deve fare da traino a tutto è sempre la società. Una società forte sicuramente riesce a fare lavorare meglio. La base, la forza dei risultati molto dipende da quella che è la società. Che comunque la società è a traino di tutto. La proprietà è rimasta sempre vicino alla squadra nell’ultimo periodo e siamo contenti. Noi sul campo dobbiamo portare a casa il risultato. Speriamo di poter vincere e portare a casa questa Champions”.

Guarderà in faccia chi schiererà titolare?
“Domani mattina deciderò. L’importante è avere tutti a disposizione, perché la partita è lunga e contro il Cagliari potremmo trovare qualche difficoltà. Domani bisogna fare una partita ordinata. Non bisogna sicuramente strafare e bisogna restare ordinati per tutti i 90 minuti”.

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Sugli attestati di stima da parte di Modrić:
“Le parole di Luka mi hanno fatto piacere. Credo che Luka sia stato un esempio importante per tutti i giocatori che hanno lavorato con lui verso Milanello. Ritiro? Sono stati i giocatori che hanno chiesto di restare qui a Milanello, dove si sta molto bene. E credo che sia anche un atto di responsabilità che hanno avuto i giocatori”.

La renderebbe più sereno la presenza di Galliani?
“Queste sono dinamiche societarie. Io devo cercare di fare l’allenatore, poi le dinamiche societarie devono pensare a fare meglio per il Milan”.

Prandelli ha detto che se dovesse portare il Milan in Champions League sarebbe un miracolo. Cosa ne pensa?
“Se dovessimo domani sera riuscire ad arrivare in Champions, il merito è dei ragazzi. E la posizione che prenderemo domani sera è quella che meriteremo. La classifica di campionato delinea con le squadre che hanno meritato”.

Le piacerebbe continuare a lavorare con Tare?
“Le dinamiche societarie non sono io su cui devo metter bocca, io faccio l’allenatore. Io credo che a trenta ore dalla partita più importante dell’anno, parlare di Allegri, Tare, Marco non serve a niente. Bisogna rimanere concentrati sulla partita di domani sera. Poi a bocce ferme valuteremo tutti”.

Chi schiererà insieme a Nkunku? Giménez o Füllkrug? Com’è stata la settimana di Leão?
“Abbiamo anche Pulisic. I quattro davanti stanno tutti bene, quindi abbiamo più certezze davanti. Sia chi scende in campo dal primo minuto, sia chi viene dalla panchina”.

Lei aveva pronosticato che Fofana e Loftus-Cheek avrebbero dovuto fare 15 gol in due:
“Sicuramente potevano fare di più. Fofana ha avuto diverse occasioni, Ruben pure, poi si è fatto male. Un conto è fare una buona stagione, un conto è fare un’ottima stagione e vedremo come sarà domani”.

Lei si sente custode del milanismo?
“Il fatto di essere asettico ci sta. Però dico che la cosa più importante è sempre fare la propria professione con passione e amore, cercando di portare risultati. Ho avuto la fortuna di stare con Berlusconi, prima con Porcellino, poi con Agnelli. Non è vero che la proprietà è asettica o ha meno passione. Sono due realtà diversa. L’impegno, e l’ha dimostrato Cardinale venendo al Milan, è importante. Tutti quelli che vengono al Milan devono avere la passione e l’amore per portare a casa i risultati. Ma quando uno lavora con la massima passione e professionalità, poi non si deve rimproverare niente. Io non sono il salvatore di niente, ho solo un gruppo straordinario di ragazzi che ci deve regalare un successo domani”.

Leão e Pulisic potrebbero lasciare il Milan?
“Io credo che Leão e Pulisic siano due giocatori che possono dare tanto al Milan. Leão ha avuto un problema al polpaccio, poi al pube. Lo stesso come Pulisic. Domani abbiamo cento minuti, stanno tutti bene e dobbiamo fare una grande partita”.

Cosa pensa dei possibili cambi in società?
“Io posso solamente dire una cosa: fino a lunedì non possiamo dire niente. Prima di Genova eravamo tutti morti, dopo Genova siamo tutti vivi. Il risultato sposta l’opinione da una parte all’altra. Domani dobbiamo fare la partita, abbiamo l’obiettivo lì e dobbiamo prenderlo”.

Chi sceglierà domani?
“Domani chi scenderà in campo farà una bella prestazione dal punto di vista dell’atteggiamento, chi entrerà dal primo minuto e chi subentrerà. Tutti hanno la voglia, l’anno prossimo, di poter andare di nuovo a giocare la Champions”.

Allegri vuole restare al Milan? Chiederà qualche condizione?
“Non è questione di persone, è questione del risultato di domani sera. Allegri non chiede niente, ho un contratto col Milan. Sono contento di rimanere al Milan. Il risultato di domani sposterà l’opinione da una parte all’altra, perché è normale che sia così. Quindi pensiamo alla partita di domani sera e poi vediamo”.

Sulle parole di Marotta, che ha detto che l’Inter è l’unica squadra di Milano ad avere due stelle:
“Il lato romantico non lo faccio assolutamente cadere. Io credo che le parole di Marotta, a cui faccio i complimenti, devono essere da stimolo per tutti noi. Perché il Milan è a un passo dalla seconda stella. Il primo passo è chiudere nel migliori dei modi la stagione e poi cominciare la prossima con ancora più ambizione. Anche quando siamo partiti quest’anno abbiamo avuto l’ambizione di fare il massimo. Se ora siamo terzi vuol dire che non siamo stati all’altezza di poter competere per lo Scudetto”.

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