INTERVISTE PRIMA PAGINA

Vieri: “Milan? Io non avrei cambiato allenatore! Vi spiego perché”

Vieri

La stagione del Milan sta per giungere al termine

. Mancano ormai 7 gare alla fine della stagione e, nonostante l’ampia distanza dalla zona Champions, l’aritmetica è ancora dalla parte dei rossoneri che possono sperare in una qualificazione che avrebbe dell’incredibile. Incredibile? Sì, perché l’annata dei rossoneri non è stata all’altezza per contendersi un posto tra le prime quattro squadre del campionato di Serie A. L’arrivo di Fonseca in estate sembrava aver dato aria nuova al Diavolo dopo l’addio di Pioli ma, se nel pre stagione avevamo visto un Milan diverso, al rientro in campionato è stato l’esatto opposto. Malumori, difficile gestione dello spogliatoio, errori tattici, sono solo alcuni dei problemi evidenziati nel periodo dell’ex allenatore della Roma.

LEGGI ANCHE – Per il post Conceicao occhi su Gasperini? La verità

Fonseca - acmilan.com photocredit
Fonseca – acmilan.com photocredit

Dopo l’esonero di Fonseca, la dirigenza del Milan ha optato per un allenatore più carismatico, più “duro”, come Sergio Conceicao. Il suo impatto è stato ottimo con la vittoria della Supercoppa Italiana in una doppia rimonta storica contro Juventus e Inter. Il proseguo del suo cammino però non ha affatto cambiato la visione della rosa che sembra tutt’ora spaesata e con poche idee tattiche. Queste difficoltà hanno portato il Diavolo in una condizione di classifica molto complicata sia a livello umorale, con i tifosi in protesta con la società, sia a livello economico, con il club che dovrà fare i conti con una possibile non qualificazione alle coppe europee. In merito alla gestione della situazione in casa Milan ne ha parlato “Bobo” Vieri che, ai microfoni di Sport Mediaset, ha detto la sua sull’esonero di Fonseca.

Queste le sue dichiarazioni: “Io non cambierei mai l’allenatore in corso, non credo in questa cosa. Per fare delle squadre ci vuole tempo e in Italia non hai mai tempo per fare niente, specialmente nelle grandi squadre. I giocatori si devono ambientare, l’allenatore deve capire come farli giocare, il processo è lento. Bisogna dare del tempo a un allenatore, sennò ne cambi uno dietro l’altro e viene fuori un disastro. Giustamente però i presidenti mettono i soldi e decidono loro”.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X