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Cerci torna sui sei mesi al Milan: “Non è stato facile per dei motivi”

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Uno dei tanti giocatori arrivati al Milan nell’ultimo decennio che non ha lasciato il segno come ci si aspettava, è Alessio Cerci. L’ex attaccante ha dimostrato, negli anni al Torino, di essere uno dei migliori calciatori della Serie A. Poi, dopo il trasferimento al club milanese nella stagione 2014-2015, il rendimento non è stato lo stesso. Il giocatore nativo di Velletri, infatti, ha giocato al Milan per sei mesi e ha realizzato solo 1 gol in 29 partite. Intervenuto nel podcast Calcio Selvaggio, mediato da Sandro Sabatini, Cerci è tornato sulla parentesi rossonera. Queste le sue parole:

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Non è facile giocare in un ambiente che ti rema contro. Giochi con quel pizzico di ansia in più e non riesci a performare e a stare sereno. In campo, il giocatore deve assumersi le proprie responsabilità, ma poi non riesce a fare le sue prestazioni con l’ansia. Io questa cosa l’ho vissuta al Milan, non riuscivo esprimermi. Dopo un inizio difficile in cui non ho fatto prestazioni belle, il pubblico ha iniziato a fischiarmi. È uno stadio pesante San Siro e non riuscivo a essere il Cerci che ero stato. Quindi avevo perso totalmente la serenità. Per strada mi rompevano un po’ le scatole. Una serie di cose con cui non riesci poi ad andare in campo. Ho fatto anche ottime partite, ma non è bastato: appena fai l’errore, te lo ricorda il pubblico”

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Negli anni in cui è stato a Torino, Alessio Cerci ha davvero dimostrato di poter essere un giocatore di livello anche in chiave Nazionale. Poi, però, quando si alza l’asticella, c’è il rischio di non giocare più con quella spensieratezza e, dunque, di perdersi: è successo questo in quei pochi mesi al Milan.

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