La stagione del Milan non può in alcun modo considerarsi soddisfacente. Ma quando si indossa la maglia rossonera, vincere trofei è sempre una priorità. Il Diavolo, già trionfante in Supercoppa, questa sera si gioca l’accesso alla finale di Coppa Italia in un derby che vale tantissimo. Vincere due titoli può essere una magra consolazione in questa annata insoddisfacente? Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha espresso la sua visione Ruud Gullit. Uno che di coppe se ne intende.
Sulla sfida di questa sera
«Se il Milan vuole salvare la stagione deve vincere la Coppa Italia. Perché è un trofeo e perché apre le porte dell’Europa League, che al momento sono chiuse. Lo so che parlando di titoli quest’anno è arrivata la Supercoppa italiana ma quella è stata una sorpresa e non dico che sia già stata dimenticata, ma è isolata, è un ricordo. I tifosi non sono felici, non sono contenti del gioco della squadra. Un po’ come succede al Chelsea, un altro club al quale sono affezionato, anch’esso in mano a proprietari americani e che al momento è in cerca del proprio Dna. I tifosi si chiedono: “Cosa sta succedendo?».
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Sull’operato di Conceicao
«Non sono certo io che devo pronunciarmi sulla sua continuità o meno, ma al Milan devi vincere. Per questo sottolineavo l’importanza della Coppa Italia. Conceiçao è un buon allenatore ma è arrivato in un momento difficile, prendere una squadra a metà stagione è sempre complicato. Ha avuto un colpo di fortuna a vincere la Supercoppa, nessuno se l’aspettava. Quel successo poteva essere una base sulla quale costruire qualcosa ma non è stato così. I| Milan deve andare in Champions altrimenti non si può parlare di una buona stagione. Quello è il palcoscenico del Milan».
Sulle 14 sconfitte
«Tante, tante. Troppe. Mi dispiace per i giocatori ma soprattutto per i tifosi. E dura. Questo Milan è irriconoscibile. I tifosi vogliono continuità, non una bella partita e poi tante difficoltà».
Su come si immagina il futuro del Milan
«Sinceramente, non lo so. Sono stato lì prima di Natale per la partita col Genoa ed è stato orribile, orribile. Il milanista fatica ad accettare questa realtà, non la riconosce. Parlavo di Dna perché è fondamentale ritrovare la tua essenza, il gioco che fa parte della tua identità. Penso al Liverpool: è andato via Klopp, hanno preso Slot ma non si sono snaturati, la gente riconosce i tratti distintivi del club. Il Milan deve decidere cosa vuole essere e poi prendere l’allenatore e i giocatori per mettere in pratica questa idea».
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