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Salvini: “C’era più anima quando il Milan era in B!”. Poi la riflessioni sui problemi societari

Salvini

Un obiettivo sfumato per l’ennesima partita approcciata in maniera insensata. Un Milan irriconoscibile rispetto a quello che nelle ultime settimane era riuscito a ricucire il gap per la zona Europa. La sconfitta in Coppa Italia però, contro un Bologna che sta facendo l’ennesima stagione straordinaria, è la figurina della stagione dei rossoneri, che non sono mai stati capaci, prima con Fonseca e poi con Conceicao, di sfruttare al massimo le potenzialità di una rosa che potrebbe competere tranquillamente per le prime posizioni in classifica. A criticare aspramente la partita di ieri ci ha pensato anche Matteo Salvini che ha messo al centro della polemica la gestione societaria di quest’anno.

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Leao - Salvini
Leao

Queste le parole del Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ai microfoni di Telelombardia dopo la pesantissima sconfitta in finale di Coppa Italia contro il Bologna.

“Ha vinto chi aveva più fame…e chi ha una società alle spalle. Il Bologna ha meritato, per loro era ‘la’ coppa. L’avessimo vinta noi qualcuno ci avrebbe rifilato che questa è stata una stagione soddisfacente con due trofei: con l’Inter in finale di Champions sarebbe stata una presa in giro. Da tifoso, però, ovviamente ci speravo nella vittoria. C’era più anima in B ai tempi di Giussy Farina, in campo s’è vista la pochezza che c’è in dirigenza. Conceiçao? Il problema non è l’allenatore: chi l’ha scelto? E quello di prima? E la panchina che abbiamo? Mi sono fatto l’idea che ci sia più interesse al merchandising, ai giubbotti in stile college americano, alle sfilate e ai profumi che non alla fatica e al sudore sul campo.

E il casting per il d.s. che fine ha fatto? La verità è che ci hanno tolto la poesia di esultare, questo non è il Milan, il Milan non è questa roba amorfa. È giunto il momento che i tifosi facciano educatamente presente che questo non è il Milan. Furlani? Ma il problema non è neanche lui, o Moncada, o Scaroni: è tutto l’assortimentoDa quanti mesi il proprietario non viene in Italia? Ma è normale? A lui forse va bene così, ma al popolo rossonero no. Inter in finale di Champions? Non mi viene neanche da dire auguri per il 31. L’Inter rappresenta gli italiani? Non me, non ci penso neanche a tifare l’Inter, anzi sto cercando luogo senza segnale telefonico per quel week end…”.

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