La stagione del Milan si è ufficialmente conclusa. Ora si apre una fase particolarmente delicata per il club di via Aldo Rossi: quella dei rinnovi contrattuali e delle scelte strategiche per il futuro. In casa rossonera, il clima è tutt’altro che disteso. L’atmosfera si è fatta pesante, carica di tensione e incertezze, complice un rapporto ormai logorato tra la società e una tifoseria profondamente delusa dai risultati sportivi ottenuti nel corso dell’anno, soprattutto a seguito della protesta andata in scena nella giornata di ieri.
Il timore, sempre più diffuso tra gli ambienti vicini al club, è che la situazione possa ulteriormente peggiorare, soprattutto se la dirigenza dovesse optare per decisioni impopolari in sede di calciomercato. Le prossime mosse, infatti, saranno cruciali per tentare di ricucire lo strappo con i tifosi e dare una nuova direzione al progetto tecnico.
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A guidare questa delicata fase sarà Igli Tare. Dopo mesi di attesa, il Milan si appresta finalmente a tornare ad avere un direttore sportivo di ruolo: l’ufficialità dell’incarico è attesa per la prossima settimana. La scelta dell’ex dirigente della Lazio rappresenta un passaggio chiave nella nuova organizzazione societaria, e non è passata inosservata.

Nel corso del pre-partita di Milan-Monza, ai microfoni di DAZN, anche l’ex rossonero Massimo Ambrosini ha commentato la figura di Tare, sottolineandone il profilo e il possibile impatto sul futuro del club. Queste le sue parole: “È una persona seria che ha grande cultura di calcio. Mi ha stupito un po’ come è arrivata la scelta di Tare, pare ci sia stato anche un confronto tra alcune parti della società. Tare non risolve tutto, deve entrare in un certo tipo di ambiente. Se Tare ha accettato è perchè ha avuto delle rassicurazioni sul suo ruolo. Se hanno deciso di prenderlo secondo me è perchè hanno intenzione di dargli una certa autonomia, altrimenti non lo avrebbero preso”.
